
Si avvicinano le elezioni europee ed anche quest’anno l’Italia ed i suoi leader di partito hanno messo in imbarazzo il Parlamento europeo con l’ennesima truffa. Tra i candidati alle europee ci sono infatti quasi tutti i leader dei maggiori partiti ai quali si è aggiunta la presidente del Consiglio e di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Dopo la candidatura della premier, spiccano tra le liste i nomi di Elly Schlein, leader del Partito Democratico, Antonio Tajani, leader di Forza Italia e Carlo Calenda, leader del partito Azione. C’è solo un piccolo problema. Per le regole europee, la carica di europarlamentare è incompatibile con quella di membro del governo o del parlamento italiano.
Quindi viene spontaneo chiedersi, perché candidarsi se poi si dovrà rinunciare all’incarico? Trattasi dell’ennesima truffa che si verifica in Italia con i leader di partito candidati alle elezioni europee. Ovvero una propaganda elettorale utile ad indirizzare i voti verso il proprio partito “mettendoci la faccia” dei leader che li rappresentano. Risulta scontato che se la premier o i leader di partito dovessero essere eletti al Parlamento Europeo, rinunceranno all’incarico europeo in favore di un candidato del loro partito non eletto.
Oltre ad essere un azione burocraticamente scorretta ed una grave mancanza di rispetto verso un organo come il Parlamento europeo, è l’ennesimo teatrino tutto italiano che porta gli elettori a votare “la facciata” del partito e non le idee ed i programmi politici che influenzeranno la politica europea per i prossimi 5 anni.
La mossa della premier Giorgia Meloni di candidarsi alle europee è una strategia consolidata in Italia ormai da anni, non è la prima e probabilmente non sarà neanche l’ultima. La candidatura della nostra presidente del Consiglio rimane una vecchia abitudine italiana che sottovaluta gli incarichi europei e sfrutta queste occasioni per manifestare l’ennesima propaganda politica. Infatti Giorgia Meloni è l’unico capo di governo a candidarsi in tutta l’Europa ed, il 28 aprile, ha giustificato la sua candidatura dicendo: “Voglio chiedere agli italiani se sono soddisfatti del lavoro che stiamo facendo in Italia e del lavoro che stiamo facendo in Europa”.
L’ennesima novità della premier la ritroviamo nella dicitura sulla lista che ha scelto per la sua candidatura “Giorgia Meloni detta, Giorgia“, una scelta che ha a che fare con la vicinanza ai cittadini ed alla gente comune, infatti la premier ha dichiarato: “Sono fiera di essere una persona del popolo“. Questa scelta è solo una strategia elettorale o è davvero una manifestazione d’amore sincera da parte della nostra presidente del Consiglio? Rimane certo che la candidatura della premier e dei leader di partito è solo una preso in giro verso i cittadini italiani.
Mentre la tendenza di alcuni dei leader di partito di “apparire” e confondere gli elettori continua, ci sono altre figure che contestano questa decisione. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha presentato una proposta di legge per rendere incandidabili ministri e parlamentari. “Basta con le candidature truffa alle Europee” queste le parole del leader del M5S ed ha poi aggiunto “Non si trattano così i cittadini e non si ingannano gli elettori La Presidente del Consiglio ed altri leader politici, per prendere qualche voto in più, vi chiedono di scrivere il loro nome sulla scheda elettorale a giugno, sapendo benissimo che la loro è una finta candidatura, che non lasceranno mai i loro posti al Governo e in Parlamento per andare a Bruxelles a rappresentarvi”.
Per Conte questa è solo una “scelta pubblicitaria” e nella proposta di legge è stato chiaramente scritto “Non possono essere candidati e non possono ricoprire la carica di membro del Parlamento europeo coloro che ricoprono la carica di deputato, di senatore e di componente del governo alla data della pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali“.
Resta da dire che a prescindere da come andranno le prossime elezioni europee (8 e 9 giugno), la mossa fatta dalla nostra premier e dai leader dei maggiori partiti è l’ennesimo sputo tirato in faccia alla democrazia.
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