
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) relative al 2023, l’Italia risulta quinta tra i suoi competitori nell’export globale 2024. Collocati prima del nostro paese, la classifica vede tra il primo ed il quarto posto la Cina, gli Stati Uniti, la Germania ed il Giappone. Nonostante le crisi, la pandemia e tutte le problematiche economiche, e non, che stanno caratterizzando questo periodo storico, il trend economico italiano sull’export globale rimane positivo. L’Occidente, l’Europa e soprattutto l’Italia, hanno subito duri colpi, ma nel settore industriale e manifatturiero le imprese italiane continuano a trionfare.
L’export italiano ha raggiunto la quota record di 626 miliardi di euro secondo quanto riportato dall’Istat. Infatti non passa settimana senza che vi sia un nuovo record nei mercati italiani: dall’industria agroalimentare, alla cantieristica navale, fino alle macchine utensili. Se fino a qualche anno fa gli economisti davano l’Italia per fallita, ad oggi si può dire che siamo più competitivi che mai nel campo delle esportazioni e dell’industria.
Il grande successo tutto Made in Italy si deve alle circa 9000 aziende esportatrici medie, medio-grandi e grandi con 50-1.999 addetti, che realizzano 3/4 del nostro export manifatturiero. Infatti, nonostante l’Italia sia dopo la Germania, la produttività del lavoro delle medie imprese italiane supera quella tedesca.
L’export globale in Italia costituisce un vero e proprio pilastro per l’economia del nostro Paese. Parliamo di un pilastro che contribuisce alla formazione del 40% del PIL italiano. Nonostante i ritmi siano ancora lenti rispetto a quelli prima del Covid-19, sono comunque in linea con le tendenze del commercio mondiale. Si prevede per il 2024 una crescita del +2,1% in ambito di export: si punta tutto sul digitale e la sostenibilità. Infatti il trend italiano dell’anno è sicuramente la twin transition, ovvero la ricerca simultanea delle trasformazioni digitali e green nella società.
L’adozione di pratiche sostenibili e tecnologie avanzate permette di rispondere alle sfide della rivoluzione tecnologica e della transizione ecologica. Al tempo stesso si favorisce una crescita qualitativa e quantitativa delle esportazioni. Infatti per il 2025/2026 si prospetta una crescita del 14% annuo per l’esportazioni di beni ambientali: impianti di energia rinnovabile, sistemi di depurazione dell’acqua e auto elettriche.
L’Italia è famosa nel suo export mondiale, come dicevamo prima, soprattutto grazie all’ambito industriale e manifatturiero. Tra i nostri primati mondiali vi sono: piastrelle ceramiche, navi da crociera, yachts a motore, occhiali da sole, macchine per imballaggio e loro parti, pasta, preparati di pomodoro, calzature in pelle, portafogli e cinture in pelle.
Ed ancora a seguire: macchine per riscaldare gli alimenti, macchine per l’industria della pasta e dei prodotti da forno, prosciutti, vermut, aceti, pelli bovine conciate e tessuti con almeno l’85 per cento di lana o peli fini, presse per lavorare i metalli, macchine per la lavorazione delle ceramiche, macchine utensili per i metalli piegatrici, raddrizzatrici o spianatrici per prodotti piani.
Se volessimo suddividere tutti questi prodotti, si potrebbero ricondurre a due gruppi le “3F” e le “4M”. Tra le “3F” troviamo i settori tradizionali italiani per eccellenza: Fashion, Food (vino e tabacco) e Furniture and building materials. Tra le “4M” invece, assolutamente non meno importanti, troviamo: Metal products, Machinery, Motor yachts and other transport equipment, Medicaments and personal care products.
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