
Per un qualsiasi turista Lisbona è la città dell’Alfama, dei colorati e caratteristici tram, dei pasteis de nata… ma non per un lettore.
Chiunque abbia letto e amato Antonio Tabucchi sa che Lisbona è prima di tutto il palcoscenico dove si muovono i personaggi di romanzi come “Sostiene Pereira” e “Requiem”; una città che sfugge alle righe del testo e ci arriva dritta al cuore attraverso le dettagliate descrizioni di un italiano che aveva adottato e si era fatto adottare dal Portogallo. E dunque, per un lettore, c’è bisogno di un apposito itinerario che faccia attraversare i luoghi che l’autore ha ritratto a penna in uno dei suoi romanzi più conosciuti. Clicca qui per trovare la mappa interattiva con tutti i luoghi dell’articolo!
“Requiem”, concepito da Tabucchi come un omaggio al Portogallo al punto di averlo scritto in portoghese, ci presenta una Lisbona dove tutto è possibile, talmente fantastica da sembrare irreale, frutto dell’immaginazione del suo autore. In questo romanzo il nostro protagonista vive un viaggio semi-onirico di 12 ore nel quale si confonderanno sogno e realtà, vita e morte.

Dopo essersi perso tra le strade di Campo de Ourique, il taxi giunge finalmente a destinazione: il Cimitero dos Prazeres. In questo luogo, raggiungibile attraverso il caratteristico tram 28, potrete respirare la storia di Lisbona ed aggirarvi tra le tombe alla ricerca della 4664, dove riposa l’enigmatico amico del nostro protagonista: Slowacki Tadeus Waclaw. Il Guardiano del Cimitero, anche lui apparentemente uscito dalla penna di Tabucchi, potrà poi guidarvi alla tomba dello stesso autore, oggi sepolto assieme ad altri scrittori portoghesi.
La quinta tappa di questo viaggio si svolge al Museo Nazionale di Arte Antica, nel cui giardino il nostro protagonista si ferma a sorseggiare un Sumol di ananas, per poi entrare ad ammirare il “Trittico delle Tentazioni di sant’Antonio” di Bosch. In questa sala del museo incontrerà un Copista, intento a riprodurre un dettaglio del quadro ritraente due personaggi a cavallo di una tinca.

Seguiamo il nostro personaggio fino a Cais do Sodré, e poi sul treno che lo porterà a Cascais, al Faro di Santa Marta. Qui, oggi, è possibile visitare il Museo del Faro.
Di nuovo a Lisbona, nell’affascinante e lussuoso palazzo della Casa do Alentejo, si svolgerà l’incontro con Isabel, la misteriosa donna chiamata a risolvere i mille dubbi che tormentano il viaggiatore. Di questo dialogo Tabucchi non ci dice nulla, la Casa do Alentejo lo custodisce come uno scrigno prezioso, lasciando infinite strade alla nostra fantasia. Oggi questo luogo incantato ospita un rinomato ristorante, vivamente consigliato ai turisti.
Il penultimo capitolo si svolge nella centrale Praça do Comercio, dove il protagonista si intrattiene con un Venditore di Storie, prima di incontrare il grande atteso di tutto il romanzo: Fernando Pessoa. Con lui il protagonista, che altri non è che l’alter-ego di Tabucchi, discuterà del rapporto allievo-maestro che si è generato tra i due autori e del bisogno sempre più urgente di autonomizzarsi dal modello.
“…ero io ad aver bisogno di lei, però adesso vorrei smettere di aver bisogno, tutto qui. Non è stato bene in mia compagnia?, chiese lui. No, risposi, è stata molto importante, ma mi ha inquietato, ecco, diciamo che mi ha inquietato. Eh già, confermò lui, con me va sempre a finire così, ma senta, non crede che sia proprio questo che la letteratura deve fare, inquietare?”
Di lì a poco i due si diranno addio sullo storico molo Cais das Colunas, conosciuto anche come l’immaginaria entrata della città di Lisbona.
di Marianna Donadio
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