
Tra i paesaggi maestosi di Capri c’è ne uno inconsueto. Punta Massullo, nella zona orientale dell’isola, è sovrastata da una rarità architettonica tinta di rosso. Da lontano Villa Malaparte appare come una nave naufragata sulla scogliera e la sua forma spiega bene il perché. Lunga 54 metri e larga solo 10, Casa Malaparte è un parallelepipedo interrotto da una scalinata che ne caratterizza il dorso. Scalino dopo scalino si giunge al tetto-terrazza aperto sull’immensità del mare e del cielo. Solo un “ricciolo” bianco, fa da decoro per mascherare la presenza della canna fumaria. Un luogo suggestivo e sovversivo che nessuno s’immaginerebbe mai a Capri. Questo gioiellino è noto a pochi e inaccessibile al pubblico, tuttavia c’è chi l’ha scelta come sede per celebrare un anniversario importante riuscendo ad ottenervi accesso. Per i quindici anni della maison Jacquemus il designer e omonimo fondatore Simon ha scelto il magico scenario di villa Malaparte.
Il 10 giugno le porte di Villa Malaparte si apriranno al mondo lasciando scoprire spazi della maison d’artiste. Lo stilista ha spiegato via social perché abbia scelto proprio questa location. La struttura in questione è a tutti gli effetti un’opera dell’architettura moderna, un perfetto mix tra modernità razionalista ed ambiente naturale. La decisione di aprire il suo brand, racconta, è sorta dopo aver visto il film Il disprezzo di Jean-Luc Godard. Nella pellicola cinematografica, caratterizzata a suo dire da una visione di bellezza e modernità, compare la villa rimasta ben impressa nella mente del creativo. Jacquemus è noto per linee pulite, un design minimal e soprattutto per i suoi show in location mozzafiato, Villa Malaparte non poteva non essere la prediletta per una data così importante.
Ciò che affascina ancor di più la storia di Villa Malaparte è la sua edificazione. “Le case le vorrei tutte di bella pietra, ben squadrate, con le altane aperte sui golfi del cielo..” sono le parole dell’ideatore della struttura. Lo scrittore e letterato italiano Curzio Malaparte fece costruire su progetto dell’architetto Adalberto Libera la villa a Capri nel 1936. Malaparte la battezzò “Casa come me” considerando che anche gli interni ed i mobili inclusi furono concepiti dalla mente dello scrittore. Alcune soluzioni presenti sono considerabili invenzioni architettoniche, come, ad esempio, l’intuizione di lasciare una finestra aperta sull’orizzonte nella parete del grande camino del salone. Negli interni regnano forme minimaliste ed essenziali e gli unici elementi decorativi presenti sono le maioliche dipinte da Alberto Savinio, pittore e scrittore di cui Malaparte era ammiratore e collezionista. Tra le apparizioni della villa nella cultura visiva, non possiamo poi non citare il film La pelle di Liliana Cavani del 1981, tratto dal libro semi-autobiografico dello stesso Malaparte, con Mastroianni nei panni del protagonista.
Il design atipico e la posizione isolata nella natura ha reso la villa una location per diverse campagne pubblicitarie. Ne ricordiamo alcune come quella per la fragranza uomo Ermenegildo Zegnanel 2014 o lo spot Coeur Battant di Louis Vuitton con protagonista Emma Stone del 2019 . Quella scalinata dai tratti surreali è tanto cinematica che nel 2016 è stata, invece, soggetto della sigla di apertura per i film in concorso al Festival di Cannes. Mentre per la locandina dello stesso festival è stato scelto un fotogramma del già citato Il disprezzo. Sul sito del Festival si spiegava, citando una frase di Bazin recitata all’inizio della pellicola: “È tutto là. I passi, il mare, l’orizzonte: l’ascesa di un uomo verso il suo sogno, in una calda luce di Mediterraneo che diventa oro. Il cinema sostituisce il nostro sguardo fisso con un mondo in armonia coi nostri desideri”. Non è forse il caso di Jacquemus che si occupa di moda ma di certo la potente connessione rimanda all’augurio che il suo sogno fatto di abiti belli per le donne possa proseguire con l’essenzialità della sua visione.
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