
All’età di 91 anni si è spenta Jane Goodall, etologa e primatologa che ha rivoluzionato il modo di studiare gli animali selvatici. La sua morte, avvenuta per cause naturali, è stata annunciata dal Jane Goodall Institute. Il suo lavoro sugli scimpanzé ha cambiato per sempre la biologia e l’etologia, mostrando al mondo la complessità sociale ed emotiva di questi primati. La carriera di Jane Goodall ebbe inizio negli anni ’60 in Tanzania, nella riserva di Gombe, dove osservò per la prima volta gli scimpanzé nel loro habitat naturale. Scoprì che erano in grado di costruire e utilizzare strumenti, che combattevano guerre territoriali e che possedevano personalità distinte. Con queste ricerche abbatté le barriere che separavano l’uomo dal resto del regno animale. La collaborazione con il National Geographic trasformò i suoi studi in documentari, portando gli scimpanzé nelle case di milioni di persone.
Con il passare del tempo, Jane comprese che non bastava studiare gli scimpanzé: bisognava proteggere il loro habitat. Fondò nel 1977 il Jane Goodall Institute e successivamente il programma educativo Roots & Shoots, rivolto ai giovani. Negli ultimi decenni ha dedicato la sua vita alla difesa dell’ambiente, viaggiando in tutto il mondo per sensibilizzare governi, comunità e studenti sul cambiamento climatico e sulla necessità di salvaguardare la biodiversità.
Il suo impegno è stato riconosciuto con numerosi premi, dal titolo di Dama dell’Impero Britannico alla Medaglia Presidenziale della Libertà degli Stati Uniti. Autrice di oltre 30 libri, ha lasciato un patrimonio culturale e scientifico immenso. Il suo messaggio di speranza rimane: credere nella capacità umana di cambiare rotta e lasciare “un’impronta ecologica più leggera possibile”.
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