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Jannik, il futuro è roseo ed è tuo

Donato Di Stasio
Donato Di StasioRedazione Informare
23 novembre 20235 min di lettura

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Jannik, il futuro è roseo ed è tuo

Indice (3)

  • 1Jannik Sinner ha compiuto un’impresa
  • 2L’altoatesino è stato in grado di creare un movimento
  • 3Jannik, il futuro è dalla tua parte

Sarebbero dovuti trascorrere almeno un paio di giorni per riuscire ad analizzare a freddo e a fondo il percorso compiuto da Jannik Sinner prima e durante le Atp Finals di Torino. Dopo la sconfitta in finale contro l’attuale numero uno del mondo Novak Djokovic, quasi tutti i più importanti quotidiani generalisti e sportivi italiani hanno pubblicato articoli nei quali si è parlato di “impresa sfiorata” o “mancata”. Se provassimo però a scandagliare bene gli ultimi dodici mesi in campo del classe 2001 di San Candido, ci renderemmo forse conto che l’impresa menzionata dalla stampa è stata invece portata a termine, e che il torneo della scorsa settimana ha rappresentato soltanto la ciliegina sulla torta che ha sancito la definita affermazione dell’altoatesino tra i più forti del mondo.

Jannik Sinner ha compiuto un’impresa

Se per gli italiani il tennis avesse la stessa importanza che detiene il calcio, la sconfitta di quattro giorni fa potrebbe essere paragonata ad una finale della coppa del mondo persa dalla nostra nazionale. Ma non è così, visto che quello del pallone è e sarà molto probabilmente sempre lo sport più seguito e acclamato, almeno nella penisola. Quanto fatto e dimostrato però nell’ultimo anno da Jannik Sinner è davvero sorprendente e straordinario: tre tornei vinti a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, Toronto (1000), Pechino (500) e Vienna (500); semifinale nel circuito prestigioso di Wimbledon, persa sempre contro Djokovic; scalata della classifica Atp fino alla posizione numero 4, che nell’arco della storia tennistica italiana era stata raggiunta esclusivamente da Adriano Panatta; e finale nelle Atp Finals, il torneo dei migliori otto del mondo che si gioca ogni anno dal 1970, una competizione in cui l’Italia, prima dell’edizione 2023, aveva collezionato solamente due vittorie, la prima con lo stesso Panatta e la seconda con Matteo Berrettini.

A Torino Sinner ne ha ottenute quattro in un colpo solo, un vero e proprio ruggito per il nostro paese in questo sport, fermandosi contro uno che di vittorie nella sua carriera ne ha maturate e come. Proseguendo con l’accostamento banale fatto sopra, è come se una nazionale di calcio posizionata al centro del ranking mondiale giocasse per la prima volta una finale mondiale. Certo, giunti a quel punto vincere sarebbe ancora più bello ma, indipendentemente dal risultato, si parlerebbe in ogni caso di impresa. Ed è, a mio avviso, quanto fatto dall’altoatesino.

L’altoatesino è stato in grado di creare un movimento

Numerosi sono stati i paragoni letti dopo le eccellenti performance di Sinner a Torino. Alcuni giornalisti hanno chiesto al tennista italiano se il suo nome potesse essere avvicinato a quello di mostri sacri dello sport italiano, come ad esempio Valentino Rossi o Alberto Tomba. Jannik, di indole introversa e abbastanza modesta, ha risposto che i personaggi a lui accostati hanno fatto la storia e che, pertanto, rimarranno delle pietre miliari. Su quest’aspetto c’è da essere in parte d’accordo con la stampa. La finale di Torino andata in onda su Rai 1 e Sky, che ha toccato il 29,3% di share con circa 6,2 milioni di spettatori, è stato il match di tennis più visto di sempre nella storia della televisione italiana. Per continuare il paragone con il calcio, la partita tra Italia e Macedonia del Nord è stata seguita da 7 milioni di persone.

Un dato che da solo potrebbe bastare per testimoniare quanto Sinner sia almeno sulla strada giusta per entrare a far parte di quel cerchio di cui fanno parte gli sportivi italiani d’élite. Altra constatazione di questa tesi è arrivata direttamente dalla strada: durante la finale contro Djokovic, diverse attività commerciali torinesi hanno trasmesso il match all’interno o all’esterno dei loro locali, ognuno dei quali con decine di supporters e tifosi che hanno esultato dopo ogni punto dell’altoatesino, tanto che i passanti poco informati credevano si stesse disputando una partita di calcio. Figure come Rossi o Tomba saranno al momento lontane, ma il 22enne italiano è stato in grado di creare un vero e proprio movimento di seguito, definito Sinnermania.

Jannik, il futuro è dalla tua parte

Coppa Davis e Australian Open: sono i prossimi appuntamenti fondamentali per Jannik Sinner e per l’Italia. La prima più per il nostro paese, che ha la possibilità di bissare la vittoria del 1976; il secondo per il giovane di San Candido, che partirà sicuramente tra i favoriti per arrivare a giocarsi il titolo. Durante le interviste post cerimonia di premiazione di Torino, Djokovic ha additato l’altoatesino come uno dei prossimi numero uno del mondo e vincitore di uno slam. Certo, se Sinner nel 2024 apporterà al suo bagaglio soltanto la metà dei miglioramenti tecnici, fisici e psicologici fatti nel corso di quest’anno, le previsioni del tennista serbo potrebbero compiersi molto presto. Una cosa però è sicura: anagrafe alla mano, il fattore tempo è tutto dalla parte di Jannik. Il futuro si prospetta essere per lui roseo, l’Italia e gli appassionati ci contano.

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  • #atp finals
  • #futuro
  • #jannik sinner
  • #Novak Djokovic
  • #Torino
Donato Di Stasio
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