
Dopo il richiestissimo passo indietro del Presidente americano Joe Biden sulla sua ricandidatura alla Casa Bianca, i democratici sembrano non avere molti dubbi sul successore: molto probabilmente sarà infatti Kamala Harris, attualmente vice presidente, a tentare la sfida a Donald Trump per l’elezioni che si terranno a novembre.
Il ritiro dell’attuale Presidente americano Joe Biden è stato ufficializzato sui suoi profili social, attraverso un comunicato in forma di lettera. Biden conferma che la scelta migliore, in questo momento, è farsi da parte e concentrare i suoi sforzi nel concludere al meglio il mandato.
Dopo cinquant’anni di carriera politica, per Joe Biden lasciare il potere non era facile. Ha richiesto una spinta dall’establishment democratico ma anche una dose di autocoscienza che spesso è assente nella politica americana. Ma gli ultimi mesi – o meglio, le ultime settimane – hanno lasciato il segno nella carriera del Presidente americano. Le sue gaffe non sono passate in secondo piano e la sua salute psicofisica non sembrava per niente quella di una volta. Un rischio troppo grande per gli USA e per il mondo. Se il nome di Kamala Harris mette d’accordo i democratici americani, è pur sempre vero che ci sono delle fasi da rispettare: è cominciato un periodo di grande incertezza per una campagna presidenziale statunitense che è già passata alla storia.
Anche in caso di consenso sul nome del candidato o della candidata che gli succederà, il processo di sostituzione formale di Joe Biden non sarà semplice. Il presidente è stato designato come candidato democratico alla presidenza in una serie di primarie che si sono svolte tra gennaio e giugno. In teoria, avrebbe dovuto essere eletto alla convention del partito a Chicago a metà agosto. Ma con il suo ritiro, i delegati del partito – 3.900 persone di vario orientamento – sono ora liberi di scegliere il loro candidato.
Kamala Harris, la prima donna e la prima afroamericana a occupare la carica di vicepresidente, potrebbe anche affrontare la concorrenza di altri esponenti del partito. Come il governatore della California, Gavin Newsom, molto popolare tra i democratici. Si fanno anche i nomi della governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, e del governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro. Insomma, non una facile situazione per Kamala Harris. Ma se dopo la convention il suo nome sarà scelto definitivamente, ci sarà un altro grande problema. Riuscire a vincere contro Donald Trump. Non proprio un gioco da ragazzi.
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