
Che cosa significa arte? Qual è la definizione esatta da attribuire al termine artista? Se, verso la metà del secolo scorso, avessimo fatto queste domande, chiunque avrebbe risposto che l’arte è tutto quello che si trova esposto nei musei e nelle gallerie, che si può ascoltare in qualsiasi teatro lirico o che si può leggere attraverso i classici della letteratura. “Tutto quello che ha a che fare con la cultura d’élite” avrebbero sostenuto in tanti. Era ai pittori, agli scultori, all’opera e ai grandi scrittori che venivano dedicate le pagine di cultura dei quotidiani (succede ancora oggi, seppur in misura minore), le copertine di riviste quotate a livello internazionale, i programmi radiofonici e televisivi, almeno nel periodo primordiale della tv. Oggi, a distanza di circa settanta anni o più, ci troviamo di fronte uno scenario completamente diverso, ribaltato, la cui testimonianza più acuta è arrivata due giorni fa: Forbes, nota rivista statunitense di economia, ha dedicato l’ultima sua copertina a Khaby Lame, il tiktoker più famoso e seguito del mondo, con all’attivo più di 160 milioni di follower e circa la metà su Instagram.
La decisione di Forbes di destinare la copertina al tiktoker Khaby Lame, personaggio che fino al 2019 vantava soltanto lo stesso numero di relazioni umane e di follower sui social network di un “comune mortale”, deve farci aprire una parentesi su una questione importante. Perché una rivista tanto prestigiosa concentra la sua attenzione su un tiktoker, dunque un soggetto che in Italia si direbbe “non avere né arte né parte”, a differenza dell’ultimo secolo? Com’è stato possibile paragonarlo a scrittori, pittori o altre figure facenti parte di quella che abbiamo definito cultura d’élite? Una delle motivazioni plausibili è la capacità di influenza dei soggetti confrontati. Fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, era la cosiddetta Cultura Alta (o d’élite) a dettare legge, in contrapposizione a quella bassa e di massa. I suoi protagonisti costituivano vere e proprie fonti di ispirazione, vestivano i panni di influenzatori per le nuove generazioni di giovani, i quali avrebbero sognato di diventare come loro, soggetti famosi in tutto il mondo per l’eccellenza che incarnavano.
Con l’ascesa della rete e del digitale, si parla di un tipo di capacità di influenza diverso, quella raggiunta grazie ai social network. I grandi influencer odierni hanno il grande potere di direzionare decisioni, scelte, comportamenti e attitudini dei loro seguaci, proprio come facevano, in modo e con forma differente, gli artisti della cultura alta. La stessa Forbes ha paragonato Lame a Charlie Chaplin, figura che ha segnato la storia del cinema muto, sostenendo che il tiktoker sia “il Chaplin dell’era digitale” e attribuendogli, dunque, una rilevanza artistica che segue la scia di quella dell’attore e produttore cinematografico britannico.
A partire dagli anni Novanta non ha avuto più senso posizionare la cultura alta al primo posto per ordine di supremazia ed influenza. L’affermazione del digitale, e soprattutto la diffusione del web 2.0, hanno fatto sì che cadesse la contrapposizione tra cultura d’élite, bassa e di massa. Ad oggi, la prima non è affatto diminuita, ha soltanto perso il suo stato privilegiato. Vale per la musica, in quanto il pop od il rap possono essere considerati allo stesso livello della lirica o della musica classica in generale; vale per il design, importante quanto la vecchia arte. Potremmo semplificare la questione dicendo che la cultura odierna è caratterizzata dalla creatività, dalla pratica del remix e dalla possibilità di produrre e diffondere un contenuto, tutte opportunità messe a disposizione dal web e dalla rete. Nell’epoca attuale essere un personaggio influente è molto più semplice del passato: tutti hanno la possibilità di diventare artista.
Dopo essere stata accostata per alcuni secoli esclusivamente a figure con spiccate doti in diversi campi, nel ventunesimo secolo la parola artista è alla mercé di chiunque riesca ad utilizzare i social network e ad essere creativo. I contenuti di tiktoker ed influencer hanno raggiunto la stessa rilevanza e livello di influenza di quadri, classici della letteratura ed altre opere d’arte; e le loro “professioni” diventano le nuove più ambite dai giovani, come accadeva rispetto ai personaggi artistici di un tempo. Quanto a fama e popolarità, oltre a Khaby Lame, è utile sottolineare l’esempio di Rita De Crescenzo, tiktoker seguita e apprezzata del napoletano: anche lei, nonostante perplessità e critiche, esprime una sua forma d’arte.
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