
Un’estate speciale, per il cinema, quella del 2023. L’estate del cambiamento definitivo nelle sale italiane. Tredici milioni di persone sono andate al cinema nel periodo tra giugno e agosto, portando l’incasso a lievitare fino a 90 milioni di euro. Il merito? Soprattutto di produzioni di alta qualità come Barbie (diventato il film più redditizio della storia di Warner Bros.) e Oppenheimer – entrambi in odore di Oscar – ma anche di Cinema Revolution, l’iniziativa del ministero della Cultura che è riuscita a portare il pubblico italiano in sala, anche grazie a una politica di riduzione del biglietto d’ingresso.
Secondo i dati di Cintetel, presentati all’Italian Pavillion nell’ambito dell’80esima Mostra del cinema di Venezia, rispetto al 2019 ci sono stati il +13,6% di presenze e il +21,8% di incassi; mentre guardando al triennio 2017-2019 si sale addirittura al +40,0% di presenze e il +52,8% di incassi. Un luglio migliore di questo c’era stato solo nel 2011. Con una costanza che quest’anno è ancora maggiore: gli incassi da gennaio ad aprile 2023 sono quasi eguagliati da quelli da maggio ad agosto.
Guardando alle due produzioni protagoniste dell’estate, poi, l’Italia sta al passo con l’Europa, e a tratti la stacca: Barbie ha avuto in Italia il terzo miglior debutto europeo (7,7 milioni di euro), dietro la Francia (8,4 milioni); mentre Oppenheimer è stato in Italia il secondo miglior esordio europeo (8,9 milioni) dopo UK e Irlanda, superando Francia (6 milioni), Germania (5,9 milioni) e Spagna (2,7 milioni).
Fino al 2018 incluso, quindi, i film italiani ed europei di solito non uscivano tra maggio e la fine di agosto. La conseguenza è sempre stata un affollamento nei restanti otto mesi dell’anno, un eccesso di offerta che spesso impedisce ai singoli film di avere tempo e spazio per ottimizzare l’incasso. Dal 2019, invece, si è tentato uno sforzo più deciso, un’iniziativa congiunta denominata Moviment, con spot dedicati e la promessa da parte di diverse distribuzioni di riempire le sale con film importanti, cosa che è corrisposta all’impegno delle sale di rimanere attive e funzionanti a pieno regime. Tutto questo con lo scopo di dimostrare ai potenziali spettatori come i cinema siano attivi anche d’estate.
A tre anni dal Covid-19 e per effetto di quel che accadde all’epoca, molti studi americani hanno cambiato i piani per le loro produzioni. Alcuni film sono stati venduti alle piattaforme, mentre altri sono stati messi da parte aspettando che gli incassi dei cinema tornassero a livelli accettabili per poterli distribuire con un ritorno in linea con la spesa.
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