
Lo street artist Blu ha realizzato un nuovo murale dedicato a Ugo Russo, il 15enne napoletano sparato nella notte del 29 febbraio 2020 da un carabiniere fuori servizio in un tentativo di rapina. La scelta del luogo era collegata al luogo in cui l’adolescente era nato e cresciuto: i Quartieri Spagnoli. Adesso, l’opera di Blu rischia la cancellazione, secondo la volontà della pubblica amministrazione.
ldilà dei meriti artistici di Blu, ciò che richiama l’attenzione è la capacità di riflessione sull’accaduto. La storia di Ugo è rappresentativa di una realtà che spesso viene narrata in modo distorto (o quantomeno parziale) dai media. Il murale di Blu invita a riflettere sulla poca considerazione che le istituzione spesso rivolgono alle fasce più a disagio della popolazione, invisibilizandone le necessità e i desideri. Si tratta di una riflessione che problematicizza questi fenomeni, invece di semplificarli celebrando, come spesso si sente dire, a suon di: “Uno in meno“.

Il murale realizzato dall’artista è lungo circa venti metri e alto cinque. Si tratta di un “animated mural”, ossia una serie di fermo immagini utilizzati per la realizzazione di un’animazione. Il video in questione è disponibile anche sul canale YouTube dell’artista e rappresenta un esempio di mixed media. Il muro che ospita il murale, in via Croci S. Lucia al Monte, è ricoperto da circa cinquanta delle immagini che compongono il video, con cui l’artista ha lavorato per il suo storytelling dalle sfumature simboliche. La complessità tecnica viene accompagnata da musiche originali che arricchiscono il valore.
Nella cornice di questa riflessione, appare piuttosto discutibile la scelta dell’amministrazione pubblica di cancellare il murale. Forse l’invito stesso al pensiero critico risulta troppo, ma la stessa decisione suscita ulteriori domande: qual è la funzione dell’arte pubblica? È accettabile solo se è allineata e rappresentativa del punto di vista delle istituzioni? Queste riflessioni sono presenti nella lettera-appello inoltrata dal comitato “Verità e Giustizia per Ugo Russo” alla stampa in seguito alle prime voci sulla volontà di cancellare il murale. La lettera si apre con la domanda: “Chi ha paura dell’arte?” che appare riassuntiva dell’intera questione.
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