
Emblematica è la traduzione letteraria del suo nome: “tregua dal dolore”. Un luogo che pone fine alle sofferenze e dona inevitabilmente una sensazione di pace, uno stato di serenità. È Pausilypon, dal greco, Posillipo al giorno d’oggi: la collina a Napoli che gode del più bel panorama sul golfo di tutto il capoluogo campano. Una veduta che incanta oggi ed incantava già duemila anni fa. Non è necessario andare così indietro nel tempo per risalire alla storia che prenderà forma tra queste pagine. Ma il paesaggio da quel luogo imperturbabile restituisce ancora la medesima sensazione: è così oggi, lo era duemila anni fa e lo era anche nel 1800, quando Villa Doria D’Angri venne edificata. Dal 1998 parte del patrimonio dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, la struttura in questione viene talvolta aperta al pubblico grazie al FAI – Fondo Ambiente Italiano, la cui mission è quella di valorizzare i patrimoni culturali e storici del territorio. Grazie alla passione dei volontari, in date specifiche il FAI consente ai cittadini di essere guidati per mano nella storia e nella magnificenza di questa struttura.
Sorge maestosa sulla collina di Posillipo: da un lato il Vesuvio, dall’altro Palazzo Don Anna, altro edificio storico napoletano. La villa fu voluta dal principe Marcantonio Doria d’Angri, esponente di spicco di una famiglia di origini genovesi. Ad erigerla fu l’architetto Bartolomeo Grasso, che completò i lavori nel 1833. Solo quattro anni dopo, però, il principe perse la vita giovanissimo e la splendida villa concepita su un banco tufaceo venne ceduta in fitto. Non una storia felice per questa struttura meravigliosa, che venne abitata stabilmente per pochissimo tempo, arrivando nel 1857 ad essere venduta alla nobile inglese Ellinor Giovanna Susanna Maitland.
Feste, sfarzo, eventi e tante personalità di spicco dell’epoca ad attraversare i saloni di Villa Doria D’Angri. Come incastonato tra la roccia sulla quale emerge, questo edificio rubava l’occhio ed incantava chiunque vi passasse. Le sue facciate con colonne ioniche, le terrazze laterali, un tempo veri e propri giardini pensili con giochi d’acqua e fontane, e la balconata sul mare furono ispirazione e luogo di ristoro per numerosi filosofi e filologi dell’epoca. Per un periodo la struttura fu sede dell’Istituto scolastico Santa Dorotea, mentre ad oggi è una delle sedi dell’Università Parthenope di Napoli, che vi ospita importanti convegni scientifici nazionali ed internazionali ed incontri culturali. La villa è anche sede del Museo Navale dell’università stessa e custodisce una preziosa collezione di modelli statici di navi, parti di imbarcazioni mercantili e militari, strumenti nautici e attrezzature.
«In questa sala protesa sull’azzurro del mare Richard Wagner lavorò al Parsifal dal gennaio all’agosto del 1880. E al tramonto del 22 maggio, dalla pagina compiuta le note sublimi schiusero per la prima volta le porte del tempio del Graal. Con Cosima, i figli, gli amici testimoni del prodigio di musica». Questa è la targa che è stata affissa dall’Università Parthenope all’ingresso della sala in cui soggiornò per 8 mesi il compositore tedesco.
Le parole rimandano anche ad un grande evento che vide protagonista la Villa stessa e la cui magnificenza risuona ancora oggi tra le sale di quest’ultima. Il 22 maggio del 1980, infatti, il maestro Joseph Rubinstein eseguì in anteprima al pianoforte il primo atto del “Parsifal”: sulla terrazza, al tramonto sul mare, con una cornice incantevole che solo Napoli poteva conferire ad uno spartito così importante. Un pezzo di storia custodito per sempre tra le mura di Villa Doria D’Angri.
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