
La camorra ha da sempre mantenuto un controllo capillare su numerosi aspetti della vita sociale, economica e politica di Napoli. Sebbene sia conosciuta per la sua gestione del territorio, l’estorsione, il racket e altri crimini, uno degli ambiti più lucrativi e devastanti in cui la camorra opera è senza dubbio il traffico di droga. Proprio due settimane fa è arrivato un carico altissimo di droga dalla Spagna a Napoli, portata da due diverse organizzazioni partenopee per conto del clan Amato-Pagano, i cosiddetti “scissionisti di Scampia“. L’operazione è stata portata avanti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con la collaborazione della Dcsa e del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.
In tutto sono stati effettuati 33 arresti , di cui diciassette sono state poste in regime di custodia cautelare in carcere, mentre altre sedici si trovano agli arresti domiciliari. Sono tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dall’essere composta da più di dieci persone. L’indagine ha permesso di svelare l’esistenza e l’operatività di due distinte organizzazioni criminali che operano sul territorio partenopeo nel traffico di stupefacenti. Nonostante non siano collegate funzionalmente tra loro, hanno il medesimo canale di approvvigionamento (cocaina e hashish). Quest’ultimo è gestito in Spagna dal gruppo facente capo ad un noto narcotrafficante tuttora latitante.
Il caso della Spagna che ha visto l’arresto di 33 indiziati non è però l’unico caso di droga e camorra a Napoli, è solo quello più recente che è venuto fortunatamente alla luce. Proprio ad ottobre, a Napoli, c’è stato un maxi blitz che ha visto 60 arresti per traffico di droga ed estorsione. Precisamente il 3 ottobre, l’operazione di 350 agenti della Polizia di Stato è cominciata nella zona orientale del capoluogo campano. A dare l’ordine di custodia cautelare in carcere per 60 persone è stata la Dda di Napoli, indiziate a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al furto, concorso esterno in associazione mafiosa, tentato omicidio, possesso ingiustificato di armi e ordigni esplosivi, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione.
Già qualche giorno prima del blitz, i Carabinieri avevano già smantellato un traffico di droga a Caivano, arrestando 50 affiliati al clan Angelino-Gallo. Solo qualche giorno dopo, ci spostiamo a Torre Annunziata, sono state sgominate due organizzazioni criminali, una satellite delle altre, operanti a Napoli e provincia, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Napoli. Nel corso delle indagini sono state arrestate 15 persone. Sette di quest’ultime sono state arrestate in flagranza di reato ed è stato sequestrato quasi un quintale di droga, tra cocaina e hashish, oltre a una pistola con matricola abrasa, due caricatori, 33 cartucce e oltre 820 mila euro in contanti.
L’Antimafia ha diffuso la relazione relativa al primo semestre del 2023 sulla camorra a Napoli: i quartieri contesi tra Alleanza di Secondigliano, Mazzarella e 70 gruppi criminali. Al “primo posto” continua il conflitto tra i due maxi cartelli, ovvero l’Alleanza di Secondigliano (Contini-Bosti, Licciardi e Mallardo) e i Mazzarella, ormai orientati verso l’infiltrazione nell’economia legale e negli appalti. Per poi passare ai clan sparsi sul territorio che si dividono tra queste due fazioni, dispongono di una certa autonomia o comunque hanno una forte influenza. Per lasciare l’ultimo posto ai clan nascenti, spesso anche più violenti in quanto cercano di guadagnare porzioni di territorio.
Negli ultimi anni, le forze dell’ordine e la magistratura hanno intensificato l’attività di contrasto alla camorra, con operazioni mirate al sequestro di beni e al colpo ai clan più potenti. Tuttavia, la lotta al traffico di droga legato alla camorra a Napoli, è lunga e complessa. La cooperazione tra istituzioni, scuole e associazioni civiche è fondamentale per contrastare le radici sociali della camorra, come la povertà e la disoccupazione. I giovani, in particolare, vengono spesso travolti dall’illusione di un guadagno facile e rapido, finendo per cadere nella trappola della dipendenza. Napoli si trova così bloccata in un circolo vizioso, dove la camorra e il narcotraffico sono il principale motore di un’economia sommersa che non consente di pensare a un futuro diverso.
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