
L’assessorato regionale al Turismo ha presentato un piano per rafforzare la comunicazione e la diffusione del “brand” Campania negli aeroporti USA che coprono la tratta con l’hub internazionale di Capodichino. L’iniziativa prevederà un aumento del 25% di turisti statunitensi che visiteranno le meraviglie della Regione e che e aggraveranno il fenomeno dell’overtourism nei centri a maggiore attrattività turistica.
Per rafforzare la Campania come destinazione attrattiva per i viaggiatori del Nord America, l’assessorato regionale al Turismo ha scelto di investire nella comunicazione nei maggiori aeroporti statunitensi nel periodo che va da marzo a giugno 2026, mesi considerati cruciali nella decisione delle destinazioni vacanziere. La due giorni di incontri ha portato alla nascita di nuove partnership con le compagnie che operano voli verso il capoluogo partenopeo come Delta Airlines, United Airlines e American Airlines, che condivideranno contenuti promozionali, offerte e spot nelle lounge e sui voli in cui a essere protagonista è la grande bellezza delle mete campane.
La nuova partnership, inaugurata a New York, dovrebbe determinare un incremento di circa il 25% dei turisti nordamericani, pari a un aumento stimato di oltre 200 mila presenze presso le strutture ricettive ed enogastronomiche campane.
Napoli, come i comuni della Costiera Amalfitana ed altre mete del turismo campano, è diventata negli anni estremamente attrattiva per i turisti nazionali ed internazionali. Affluenza che satura le anguste vie dei centri storici, finendo per sovvertire le esigenze delle attività commerciali e abitative, sempre più finalizzate a soddisfare le richieste dei turisti. Il turismo potrà anche rappresentare un valore aggiunto per commercianti e proprietari di strutture ricettive, ma quanto è sostenibile per i residenti e per l’originalità e unicità delle città interessate dall’overtourism?
Oggi si continua ad investire nel turismo e nell’ospitalità, puntando sulla quantità più che sulla qualità dei turisti, come si evince dall’ultimo accordo trovato negli Stati Uniti, spesso a discapito dei cittadini. Barcellona, così come Firenze e Venezia, rappresentano esempi emblematici delle dinamiche logoranti generate dalla turistificazione delle città, vissute per lo più da visitatori mordi e fuggi e occupate da grandi multinazionali che snaturano l’anima dei centri storici rendendoli, di fatto, simili tra loro seppur profondamente diversi.
A prendere coscienza del problema e fare pressione sulle istituzioni sono soprattutto i residenti,i più colpiti dal fenomeno. Una richiesta di attenzione emersa con forza anche lo scorso venerdì 27 febbraio, quando centinaia di persone hanno protestato in Piazza Dante a Napoli, chiedendo di poter tornare a vivere nelle zone ormai travolte dall’affluenza turistica e trasformate quasi interamente in dormitori per visitatori.
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