
Alla manifestazione di domenica, organizzata dal Movimento 5 Stelle per dire “no” al riarmo europeo, è spiccato un nome che ha fatto discutere molti, sia per la sua presenza sia per le parole da lei spese durante la manifestazione. Si tratta di Rita De Crescenzo, famosa TikToker napoletana, appena uscita dalla baraonda mediatica creatasi per la questione Roccaraso.
Il corteo ha avuto una copertura mediatica minima, soprattutto se paragonato a quello organizzato da Michele Serra a favore del riarmo. Eppure, sulla singola fattispecie delle dichiarazioni dell’influencer, i mass media hanno dato il meglio di loro. La domanda da porsi è: perché?
Rita De Crescenzo è un nome che ormai non ha più bisogno di presentazioni, dato che riesce ad essere la fonte di attrazione principale quando si vuole strumentalizzare mediaticamente una questione di rilevanza pubblica. Lo abbiamo visto con Roccaraso, lo stiamo vedendo ora. Puntualmente, quando l’obiettivo è marciare su una categoria di persone danneggiandone l’immagine, la figura di Rita De Crescenzo, volto riconoscibile del trash social per il suo accento marcato, diviene improvvisamente protagonista di tutte le testate giornalistiche.
Con Roccaraso abbiamo visto il classico teatrino volto a infangare l’immagine del popolo napoletano; con la manifestazione di ieri, evento che affondava le propri radici in valori come il pacifismo e l’antimilitarismo, si è riusciti a focalizzare l’attenzione sull’annuncio dell’ascesa in politica della TikToker, vista agli occhi dei più come un’analfabeta funzionale. Dichiarazioni facilmente oggetto di derisione da parte della classe borghese italiana, che non perde occasione per sentirsi più nobile, ponendosi a confronto di una persona di estrazione culturale ben diversa dalla loro.
Marco Travaglio, Michele Santoro, lo storico Alessandro Barbero, l’economista statunitense Jeffrey Sachs, fino a Tomaso Montanari. Aggiungeteci tutti i volti politici: i vari Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, fino al leader del M5S e primo organizzatore del corteo Giuseppe Conte.
Queste sono solo alcune delle personalità che hanno preso parte al corteo del 6 aprile per schierarsi apertamente contro la corsa alle armi. Com’è possibile quindi che la figura che veniva continuamente inseguita per tutta la piazza, alla ricerca di chissà quali dichiarazioni, fosse il simbolo del trash del web? Che tipo di giornalismo è quello che, in mezzo ad una piazza gremita di persone, rappresentanti una spaccatura vera all’interno del paese su una questione di primaria importanza nello scenario nazionale ed internazionale, si preoccupa solo ed unicamente di ricercare la dichiarazione controversa del catalizzatore d’odio, per riuscire a svilire meschinamente il messaggio portato in piazza dalle persone e dai partiti politici presenti?
Sta di fatto che, a forza di tentativi, l’obiettivo dell’azione mediatica da regime è stato raggiunto, e della manifestazione di domenica la cosa che rimarrà più impressa sarà l’ascesa in politica di Rita De Crescenzo. Anzi no, la cosa che rimarrà più impressa sarà la foto fake generata con AI che sta girando per tutti i social raffigurante Rita De Crescenzo e Giuseppe Conte fianco a fianco, ricondivisa addirittura da alcuni partiti opposti a quelli in piazza.
Oltre a far riemergere una parentesi mai chiusa sull’uso distorto dell’Intelligenza Artificiale all’interno del dibattito politico, la foto è il culmine della strumentalizzazione mediatica perpetuata ai danni di quella parte d’Italia che non approva la deriva attuale delle politiche europee. Metodi da regime che, se da una parte centrano l’obiettivo incanalando una parte di popolazione nella convinzione che quella piazza fosse piena di rimbambiti semianalfabeti, dall’altra non fa che aumentare l’empatia nei confronti di quelle persone che cercano di far sentire la propria voce in mezzo ad un sistema mentalmente corrotto.
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