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La Capri di Krystian Lupa al Teatro Campania Festival

Redazione Informare
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2 luglio 20235 min di lettura

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La Capri di Krystian Lupa al Teatro Campania Festival

Indice (3)

  • 1L’incipit, dal film Il disprezzo di Godard
  • 2Il caos temporale e i personaggi
  • 3Capri e Casa Malaparte

Attesissimo lo spettacolo “Capri – the island of fugitives“, secondo appuntamento internazionale al Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio, è in scena al Teatro Politeama di Napoli nei giorni 1 e 2 luglio, con la regia e la drammaturgia di Krystian Lupa, 79 enne regista polacco, esponente di spicco della scena del teatro europeo. Una vera e propria maratona di teatro con 5 ore e 50 di spettacolo per un pubblico adulto, recitato in polacco con sovratitoli in italiano.

Portando in scena “Capri – the island of fugitives” mi sento un regista in controtendenza

Krystian Lupa

Lo scrittura viene presentato sul palco la prima volta al Teatr Powszechny di Varsavia nel 2019, ed è tratto dai lavori di Curzio Malaparate, scrittore, regista italiano, noto in Italia e all’estero soprattutto per i suoi romanzi “Kaput” e “La pelle”, a sfondo autobiografico basati sulla sua esperienza come giornalista e come militare durante la prima e la seconda guerra mondiale. Considerato cinico, nella sua vita fu anarchico, attivista del partito Repubblicano, simpatizzante del Fascismo, volontario di guerra, medaglia di bronzo al valore militare, Curzio Malaparate è il testimone di guerra per eccellenza. E’ uno snob talentuoso e affarista– come lo definisce il regista nelle parole che corrono sui titoli del palco.

Immagine articolo

L’incipit, dal film Il disprezzo di Godard

L’incontro tra i personaggi ha inizio con il film “Il disprezzo” di Jean Luc Godard, esponente della Nouvelle Vague, girato a Capri, con protagonista la bellissima Brigitte Bardot insieme a Michele Piccoli. Durante le riprese del film, nel quale compare anche l’altro regista Fritz Lang, la scena di un incidente d’auto chiude l’inizio cinematografico dello spettacolo. Il produttore morirà nell’incidente. Il protagonista della storia, Odisseo potrà rivedere la sua nativa Itaca solo nell’altra dimensione, dalla terrazza di Casa Malaparte, anche se – spiega Lupa- “è difficile capire cosa vede una persona che guarda troppo a lungo. Forse, alla fine non c’è nessuna Itaca..“

Il caos temporale e i personaggi

Le scene proseguono nel caos, morto il produttore tutta la troupe rimarrà sull’isola di Capri. Il viaggio di Odisseo, il viaggio di Fritz Lang, il viaggio di Jean Luc Godard, vengono interrotti. Tutto resterà come cristallizzato, bloccato nel tempo e chiuso dentro le mura di una casa. Odisseo con la troupe e con i personaggi del film si incontreranno tutti insieme, nel caos, in una sintesi di epoche diverse.

Immagine articolo

Un’isola e una casa sull’isola

Capri e Casa Malaparte

L’isola di Capri diviene luogo di fuga e di rifugio. Fuori dalle finestre c’è la guerra, non sappiamo se si tratta della prima o della seconda o di quale guerra, e sull’isola ci sono i fuggitivi che scappano dal mostro. Il mostro è l’Europa, il mostro è lo Stato, sono anche la religione, la dittatura, la democrazia, è l’Homo Christianis, il mostro è la guerra e la crudeltà in tutte le sue forme. Una Guerra Permanente.

I luoghi dell’isola rappresentati sono Casa Malaparte, Villa Tiberio, Casa San Michele di Axel Munthe.

In “Capri – the island of fugitives“, Casa Malaparate è simile ad una prigione: le grandi finestre consentono di vedere fuori, ma nessuno sa che ore sono. E nessuno sa in che anno siamo. La scenografia di avvio è scarna, i registi Lang e Godard siedono sulle loro sedie da regia, gli altri sono su vecchie poltrone e vecchi divani, le pareti sono di cemento e il frigo è vuoto. I personaggi sono arrivati qua in qualche modo, e andranno via in qualche modo, non si sa ancora dove. Il caos regna sopra ogni cosa. A lato della scena quattro donne giocano a carte, ma il gioco è surreale e una chiede alle altre: ma poi perchè stiamo giocando a bridge?

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Si alternano sulle scene un moderno Gesù Cristo, che fa comparire cibo nel frigo, Adamo ed Eva alla ricerca della mela, militari nazisti, donne tedesche e scene dal ghetto in Polonia durante il terzo Reich. Religione, politica e intellettualismo. E guerra crudele, dalla quale nessuno impara mai nulla.

Allora Fermiamoci. Resettati!

La scrittura condurrà passo dopo passo verso l’innamoramento per l’isola di Capri. La casa diventerà rifugio per artisti, sede di seduta spiritica, ambito di dibattito politico, e luogo dove si sogna.

Siamo tutti nati dopo la fine del mondo come scrive Malaparte – racconta il regista. Ma una nuova Europa, fatta di nuovi nati, privi di ricordi è in realtà un mondo ideale.

ph. Mina Grasso

Tags
  • #Campania Teatro Festival
  • #cft
  • #Krystian Lupa
  • #Teatro Politeama
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Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

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