
Articolo 21 della Costituzione Italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”
Censura, dal latino censura, “ufficio del censore; giudizio”, è un termine noto a tutti noi oggi, ma che trova le sue radici nella Roma del V secolo a.C., precisamente con le cariche dei censori. La censura è, dalla Roma Antica, passando per il Medioevo, la rivoluzione della stampa del ‘400, all’era moderna, tutto ciò che si adopera a giudicare in maniera imperativa qualcosa o qualcuno. Ma quand’è che nasce la stampa e di conseguenza la necessità di censurare tutto ciò che fosse scomodo?
La stampa trova le sue origini nel 1455 con la prima Bibbia pubblicata da Johannes Gutemberg, colui che sviluppò la prima macchina da stampa a caratteri mobili. Poco dopo, tra il ‘500 ed il ‘600, nasce anche la figura del magistrato, che attraverso una censura preventiva aveva il compito di decidere cosa potesse essere pubblicato o no. Insomma, tutto ciò che era contrario alla religione del tempo, o al pensiero del sovrano in carica, era proibito da pensare, immaginarsi da scrivere e pubblicare.
Ma cos’è la censura? La censura è un mezzo per controllare, veicolare e talvolta impedire la diffusione di informazioni, scritti, idee ed opinioni. Quest’anno la classifica stilata dal RSF ha posizionato l’Italia al 41° posto su 180 paesi, un miglioramento rispetto allo scorso anno, quando il nostro paese vedeva la sua posizione al 58° posto. Un bel passo avanti se si pensa al periodo fascista italiano: Benito Mussolini impose la censura dal 1922 al 1943, molti bibliotecari, al tempo, nascosero molte opere che dopo la guerra sono state ritrovate. Ma la storia interessante della censura italiana nasce con l’avvento della televisione.
Ad esempio, nel 2006 ci fu stata la cancellazione di una puntata del programma Le Iene, che avrebbe dovuto mandare in onda un test antidroga all’interno del Parlamento Italiano. Nel 2010, con le elezioni regionali, furono sospesi i talk show informativi del panorama televisivo italiano, tra cui “Porta a porta” e “Ballarò“. Qualche giorno fa, Fabio Fazio, conduttore di storico di “Che tempo che fa“, ha annunciato di lasciare la Rai. Motivo principale: le pressioni politiche del nuovo governo in disaccordo con la sua linea editoriale televisiva. Ma da quanto va avanti questa storia?
L’industria della televisione italiana è considerata da sempre, sia da fonti interne che esterne al paese, una delle industrie più politicizzate che ci sia. Basti pensare che sono quasi 70 anni che i dirigenti Rai cambiano ad ogni nuova dirigenza politica, ogni partito vuole il controllo delle informazioni pubbliche attraverso le televisioni nazionali. Ma è normale che ad ogni governo, e di conseguenza nuova linea politica, cambino per esempio conduttori di talk show di libera informazione? Da un punto di vista potremmo considerarci fortunati se si pensa alla Russia al 164°, un paese attualmente in guerra, che non permette ai suoi cittadini, ai suoi soldati di conoscere la verità. Una verità necessaria durante un periodo di crisi internazionale così importante e delicato.
Da un altro punto di vista è invece ancora un fardello per noi italiani scindere la politica dalla libera informazione. Le due cose possono andare di pari passo, ma non sono la stessa cosa e questa distinzione andrebbe sottolineata più spesso. Ci sono televisioni internazionali vicino a noi totalmente libere dalla politica, che denunciano gli eventi senza modificare nulla e mostrano immagini e video senza censure. Non è forse questa la vera libertà di stampa? Avere il diritto di raccontare i fatti per come stanno, senza schieramenti politici di alcun tipo, solo la semplice e pura verità, senza censura.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...