
Ci sono momenti nella vita in cui un richiamo inaspettato scuote l’anima e cambia tutto. È ciò che accade a Simone e Andrea, due pescatori sul lago di Galilea, quando una voce – quella di Gesù – li invita a lasciare le reti per diventare “pescatori di uomini”. Non esitano. Lasciano tutto e seguono quel cammino ignoto, attratti da una forza invisibile che li chiama oltre sé stessi. Simile è la storia di Mosè, che incontra Dio in un roveto ardente, un fuoco che brucia senza consumarsi. Da quel misterioso incontro nel deserto nasce una missione immensa: liberare il popolo d’Israele dalla schiavitù. Mosè è titubante, impaurito, ma quella chiamata segna per sempre il suo destino.
È in questa tensione tra il divino e l’umano, tra paura e coraggio, che si inserisce “La chiamata. Percorsi vocazionali” (Il Pozzo di Giacobbe, 2024) di Ciro D’Alesio, poeta e già saggista di testi religiosi, un libro che esplora il mistero profondo della vocazione sacerdotale. Attraverso testimonianze autentiche di sacerdoti e seminaristi, l’autore cerca di rispondere a domande fondamentali: Cos’è davvero la vocazione? Un dono d’amore o una scelta razionale? Un salto nel buio o un abbraccio consapevole del mistero? Il libro svela le sfide e le gioie nascoste dietro una scelta che spesso appare incomprensibile agli occhi del mondo. Le storie narrate mostrano sacerdoti come uomini profondamente umani, attraversati da dubbi, solitudini e fatiche, ma anche da una speranza incrollabile.
Don Claudio Nutrito risponde all’autore: «Non posso stabilire una data precisa circa la nascita della mia vocazione, perché io ho sempre desiderato essere prete. Da che ho la capacità di intendere e di ricordare sin da piccolo, ho sempre desiderato fare il prete. Avevo davanti a me la testimonianza e la vita di sacerdoti che hanno inculcato nella mia mente questo desiderio di servire, di essere utile, di dare una mano, e tutto questo l’ho ritrovato sempre nella parrocchia. Sin da quando ero bambino piccolo, mi dicevano i miei familiari, appena dopo che avevo la facoltà di camminare, mi ritrovavano puntualmente nella chiesa del mio piccolo paese natio, Curti. L’allora parroco segnalava stupito tale fatto a mia madre, già oberata dalla cura di sette figli, di cui ero l’ultimo, invitandola ad avere maggiore attenzione per me, ma mia madre si dichiarava impotente di fronte a queste mie uscite per rifugiarmi in chiesa».
Secondo la descrizione di Monsignore Raffaele Nogaro, Padre Vescovo Emerito di Caserta, nell’introduzione, i parroci si potrebbero definire “avventurieri dello spirito”, giovani che decidono di rinunciare a una vita “normale” per consegnarsi totalmente agli altri. Non c’è spazio all’addolcimento della realtà: il prete della società secolarizzata è spesso messo ai margini, osservato con sospetto e talvolta con indifferenza. Eppure, proprio nella sua fragilità si manifesta la forza di Dio. Come ricorda la Lettera ai Corinzi: “Quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12,10).
La presentazione del volume curata da don Michele della Ventura evidenzia inoltre la capacità dell’autore di raccontare queste storie con uno sguardo gentile, senza cadere in facili apologetiche. Con uno stile narrativo-sapienziale, D’Alesio ci accompagna lungo i sentieri interiori dei protagonisti, cogliendo il travaglio, le rinunce e, soprattutto, la gioia contagiosa che nasce dalla risposta alla chiamata. Le loro vite diventano così testimonianze viventi di come l’amore di Dio possa trasformare l’umano, facendo spazio a una libertà che nasce proprio dall’atto di donarsi completamente.
“La chiamata. Percorsi vocazionali” è un libro che non cerca di convincere, ma di mostrare. Mostrare che dietro l’abito talare c’è un cuore umano, spesso ferito, ma anche capace di compassione profonda. È un invito a riflettere sul senso della fede, sul mistero della vocazione e sul valore di quelle scelte che, pur sembrando folli agli occhi del mondo, hanno il potere di illuminare il cammino di molti. Un libro per credenti, certamente, ma anche per chi vuole comprendere più a fondo il senso di una vocazione che resta, oggi come ieri, un mistero capace di trasformare la vita.
di Achille Callipo
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