
Con una formidabile Isabella Ragonese, nei panni di Clitennestra, si apre la sesta stagione del Pompeii Theatrum Mundi. Dopo le incertezze iniziali, si apre al Parco archeologico di Pompei, la rassegna teatrale più attesa dell’estate.
Tratto da La casa dei nomi di Colm Tóibín, con adattamento e regia Roberto Andò, con Isabella Ragonese (Clitennestra), Ivan Alovisio (Agamennone), Arianna Becheroni (Ifigenia), Denis Fasolo (Achille), Katia Gargano (donna anziana del popolo), Federico Lima Roque (Egisto), Cristina Parku (Cassandra) e Anita Serafini (Elettra).
Presente in fondo al palcoscenico il coro con Luna Cenere, Luca De Santis, Eleonora Fardella, Sara Lupoli, Paolo Rosini e Antonio Turco e il popolo con Nunzio Abbruzzese, Pia Castiello, Francesca Cercola, Flavio D’Andrea, Giovanni D’Apice, Valentina Di Leva, Vincenzo Di Leva, Michele Iazzetta, Domenico Pio Longobardi, Giovanni Martino, Giulia Martone, Ines Mennella, Pasqualina Pasqua, Giulia Piscitelli, Maria Teresa Romita, Carmela Ruocco, Alfonso Sibilo, Francesca Pia Russo, Giuseppe Staiano, Salvatore Testa e Giancarlo Tramontano.

Dai ritmi lenti e interpretazioni forti, la Clitennestra di Roberto Andò umanizza questa figura così tanto “discriminata” all’interno dell’Odissea: vista come una donna violenta e adultera, è negli anni stata descritta come l’Anti-Penelope dei miti greci.
Il regista le dona un nuovo volto: quello di madre umana, dolce, accogliente che, se commette qualche sbaglio, è solo per conseguenze a gravi dolori a lei inflitti.
Attorno a loro luci, poi ombre, tagli e ferite, morte, dolori e perdite, ma il tutto con un’importante carica emotiva che, partendo dalla madre, dà una forte potenza scenica ad ogni cosa ed ogni personaggio lei tocchi.
Ambientata in un cimitero con il popolo che guarda quello che accade in scena ed una Isabella Ragonese che trascina con sé l’andamento dello spettacolo. È una figura centrale da cui tutto parte e a cui tutto torna, con un apporto non particolarmente significativo dagli altri attori in scena (seppur con ruoli centrali, ma queste sono scelte di regia).
Nel complesso, uno spettacolo che si adatta alla splendida cornice del Teatro Greco degli Scavi Archeologici di Pompei e che troveremo nella prossima stagione al Teatro Mercadante dal 18 al 29 ottobre 2023. Per qualche ripensamento, chissà…
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