
In risposta alla lotta contro la deforestazione, la Commissione europea ha introdotto una nuova classificazione dei Paesi in base al rischio di deforestazione. Questo strumento è parte delle azioni europee volto ad invitare gli Stati membri a rispettare le disposizioni già previste dal regolamento Ue del 2023 sui prodotti connessi alla distruzione o al deterioramento delle foreste.
L’obiettivo? Salvaguardare un’ecosistema sempre più a rischio.
Con il regolamento 2025/1093/UE, la Commissione europea ha elaborato una lista che suddivide i Paesi in tre categorie di rischio: basso, medio e alto. Una distinzione fatta in relazione al loro coinvolgimento nella produzione e nell’importazione di materie prime dannose, che impattano l’ecosistema e sono tra le cause della deforestazione. Tra i prodotti considerati ad alto impatto ambientale rientrano l’olio di palma, la soia, il cacao, il caffè, la gomma, il legno e la carne bovina. Tutte materie già individuate come principali cause del degrado forestale nel regolamento europeo del 2023.
La valutazione si basa su una serie di indicatori, tra cui i dati forniti dal Global Forest Resources Assessment della FAO, che riporta lo stato e le tendenze delle risorse forestali mondiali.
Questa classificazione ha lo scopo di fornire alle autorità e agli operatori economici un quadro chiaro e strutturato dei rischi ambientali legati alle importazioni. Non solo trasparenza ed informazione ma anche una spinta verso un’applicazione omogenea delle norme europee per la tutela delle foreste.
Rientrare in questa lista porta con sé oneri e responsabilità per i Paesi. Il livello di rischio attribuito a ciascun Paese determina infatti la severità degli obblighi di controllo e diligenza richiesti alle imprese.
Per i beni originari da Paesi considerati a basso rischio (tra cui è inclusa l’Italia) si prevede un regime semplificato: le aziende non dovranno effettuare valutazioni dettagliate sul rischio di non conformità, ma sono comunque obbligate a compilare una dichiarazione che certifichi l’assenza di legami con la deforestazione.
Diversamente, per le importazioni provenienti da Stati a rischio elevato, tra cui Russia, Bielorussia, Corea del Nord e Myanmar, le imprese dovranno effettuare controlli accurati ed approfonditi, in linea con le normative europee. Non a caso tali Paese sono già entrati nel mirino del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha disposto nei loro confronti ingenti sanzioni.
L’attuazione del nuovo sistema sarà graduale: entrerà in vigore il 30 dicembre 2025 per le grandi aziende e dal 30 giugno 2026 anche per micro e piccole imprese. Una misura necessaria, un passo importante verso la costruzione di realtà più sostenibili e responsabili nei confronti degli ecosistemi forestali.
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