
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca cade sotto i colpi della Consulta che ha accolto il ricorso del Governo Meloni contro la legge regionale della Campania che consentiva al governatore uscente di ricandidarsi per la terza volta.
«È incostituzionale la legge della regione Campania – scrive la Corte nel suo comunicato emesso a sera – che consente al presidente della Giunta regionale uscente che ha già svolto due mandati di candidarsi» per la terza volta. Soddisfazione trapela da ambienti vicino alla maggioranza di governo. Piccata la risposta del governatore che, attraverso i social, scrive: «Si dovrà infatti cancellare in tutte le sedi giudiziarie del Paese la scritta: la legge è uguale per tutti».
La legge regionale della Campania stabilisce che «non è immediatamente rieleggibile alla carica di Presidente della Giunta regionale chi, allo scadere del secondo mandato, ha già ricoperto ininterrottamente tale carica per due mandati consecutivi» specificando che «il computo dei mandati decorre da quello in corso di espletamento». Una postilla importante che avrebbe consentito a Vincenzo De Luca di candidarsi per la terza volta e di governare fino al 2030. Ma il comunicato della Corte Costituzionale precisa che la legge della Campania viola la legge nazionale n. 165 del 2004 che sancisce il limite di due mandati per i presidenti delle regioni a statuto ordinario.
«Il divieto del terzo mandato consecutivo – dice la Consulta – opera, infatti, per tutte le Regioni ordinarie, dal momento in cui esse hanno adottato una qualsiasi legge in materia elettorale, nel contesto di una scelta statutaria a favore dell’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale»
Il governatore della Campania ancora non si è ancora espresso ma è ipotizzabile che lo farà nel consueto appuntamento del venerdì quando fa il punto della situazione. E più volte ha citato la situazione del Veneto dove Luca Zaia governa ininterrottamente da 15 anni. Come il suo predecessore Giancarlo Galan, che ha governato anche lui per 3 lustri. E il Veneto, come la Campania, è una regione a statuto ordinario per la quale vige la legge nazionale che limita la durata della carica del presidente a due mandati. Sul pronunciamento della Consulta interviene proprio: «Siamo di fronte a un Paese che, in alcune delle proprie norme, vive nell’ipocrisia. La Corte afferma nella nota che questo principio si applica a tutte le Regioni che si sono dotate di una legge elettorale. A questo punto, la domanda che sorge è: cosa accade nelle Regioni che non l’hanno adottata?»
Il Veneto ha una legge regionale per l’elezione del governatore, promulgata il 16 gennaio del 2012, due anni dopo la prima elezione di Zaia. Essa stabilisce che «la durata in carica del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale è stabilita con legge della Repubblica […] salvo i casi di cessazione anticipata ai sensi delle vigenti disposizioni». La legge regionale, in evidente contrasto con quella nazionale, se non impugnata, consentirebbe a Luca Zaia di dimettersi prima della fine del quinquennio e presentarsi di nuovo alle elezioni garantendogli, in questo modo, la possibilità di ricandidarsi senza nessun limite di mandati. Cosa farà il presidente De Luca? Staremo a vedere!
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