
Corruzione pubblica, privata, episodica, sistemica e internazionale. Le sfaccettature di un fenomeno globale sono tantissime, con ripercussioni immani sul sistema economico e sulla vita pubblica degli Stati più colpiti. Tra questi c’è sicuramente il nostro Bel Paese, che vive come un cancro una corruzione che in alcuni settori pare essere diventata dilagante. Nonostante le pochissime condanne definitive (siamo quasi al pari della Svezia per condanne ogni 100mila abitanti), la corruzione resta un tema di indubbio interesse per le istituzioni preposte al contrasto. La Guardia di Finanza pone una costante attenzione al fenomeno, un esempio è l’ultimo lavoro editoriale del Comandante Giuseppe Furciniti, alla guida del Comando Provinciale di Caserta. “Il sistema penale anticorruzione. Fattispecie delittuose e modelli di contrasto”, con la prefazione di Fabio Basile, è un testo scientifico che sviscera l’origine e il sistema alla base della corruzione.
«Oltre a provocare gravi disfunzioni sull’efficienza degli apparati pubblici, incide pesantemente sul sistema produttivo e sulla crescita economica – afferma il Comandante Furciniti – in quanto scoraggia gli investimenti interni e esteri, riduce gli scambi commerciali, altera il normale funzionamento del mercato interno e la leale competizione fra le imprese e, infine, produce distorsioni nell’allocazione delle risorse finanziarie». E se la corruzione amministrativa può portare a danni immani per la gestione del bene pubblico, resta ancora un forte dibattito sulla corruzione politica. Parliamo di un fenomeno capace di minare la credibilità della classe dirigente oltre che a materializzarsi come un fattore letale per il sistema concorrenziale del mercato.
«La corruzione politico-legislativa si ha quando uno o più attori privati o, nei casi più gravi, veri e propri gruppi di interesse (c.d. lobbys), attraverso il versamento di tangenti direttamente ai singoli membri degli organi legislativi dello Stato o degli enti locali, mirano a influenzare il processo di formazione di leggi per indirizzare a loro favore il contenuto delle norme. In questo caso i soggetti politici sono interessati a trarre vantaggi dal rapporto corruttivo, sia per desiderio di arricchimento personale, sia per rafforzare la loro posizione all’interno del partito o della corrente di appartenenza» – afferma il Comandante.

Il testo non è solo un approfondimento tecnico sugli aspetti giuridici e normativi, europei e nazionali, sul contrasto alla corruzione, ma ci regala una fotografia del presente. Per farlo si avvale dell’analisi dei dati ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), da anni punto di riferimento per il monitoraggio della percezione della corruzione in Italia. Secondo ANAC, nel triennio agosto 2016 – agosto 2019, su un totale di 117 provvedimenti e di ben 152 casi di corruzione, il 74% delle vicende ha riguardato l’assegnazione di appalti pubblici. Resta di estremo interesse comprendere le modalità operative attraverso le quali si esplica il sistema corruttivo.
«Su 113 vicende corruttive inerenti l’assegnazione di appalti, solo 20 riguardavano affidamenti diretti (18%), nei quali l’esecutore viene scelto discrezionalmente dall’amministrazione – ricorda Furciniti – Ciò lascerebbe presupporre l’esistenza di una certa raffinatezza criminale nell’adeguarsi alle modalità di scelta del contraente imposte dalla legge per le commesse di maggiore importo, evitando sistemi (quali appunto l’assegnazione diretta) che in misura maggiore possono destare sospetti». Dubbi più che fondati se pensiamo alle analisi che emergono dalla lettura approfondita del Report dell’ANAC. «Si è registrata, inoltre, una strategia diversificata a seconda del valore dell’appalto: per quelli di importo particolarmente elevato, prevalgono i meccanismi di turnazione fra le aziende e i cartelli veri e propri; per le commesse di minore entità si assiste, invece, al coinvolgimento e condizionamento dei livelli bassi dell’amministrazione per intervenire anche solo a livello di svolgimento dell’attività appaltata» – conclude il Comandante Furciniti.
Vista la centralità del tema, soprattutto a fronte del Pnrr, il 29 giugno alle ore 17 presso il Teatro della Legalità di Casal di Principe, l’Associazione Centro Studi Officina Volturno e Magazine Informare organizzeranno un convegno per un confronto tra esperti. Vi invitiamo a seguire le nostre pagine social (Facebook e Instagram) per avere maggiori notizie sull’evento in programma.
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