
La coscienza di Zeno va in scena dal 26 novembre al 29, al teatro Bellini di Napoli. Come attore protagonista Alessandro Haber, accompagnato poi in ruoli secondari da Alberto Fasoli, Valentina Violo, Stefano Scandaletti, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Meredith Airò Farulla, Caterina Benevoli, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo.
Per i cento anni dall’uscita della “Coscienza di Zeno” nel 2023, per questo il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha deciso di festeggiare l’anniversario del centenario portando in scena l’opera come spettacolo teatrale.
Alla regia di Paolo Valerio e la produzione di Goldenart Puroduction a novembre di quest’anno lo spettacolo arriva anche a Napoli. Lo spettacolo inizia proiettando un occhio e termina allo stesso modo, ma zoomando sempre di più su questo. L’occhio è quello del Dottor S. che ha proprio il compito di studiare il suo paziente, finire lo spettacolo con lo zoom di quest’ultimo indica proprio l’avvicinamento al paziente.
La scenografia è molto curata in ogni momento dello spettacolo. Per ogni scena vengono proiettate sullo sfondo diverse stanze o paesaggi triestini che permettono allo spettatore di entrare nella scena.
La sceneggiatura perde un po’ la comicità brillante e riflessiva di Italo Svevo. Molto adatta la scelta registica di porre più Zeno Cosini in scena. Alessandro Haber interpreta, infatti, Zeno Cosini che narra le sue memorie. Poi c’è Zeno giovane, Alberto Fasoli, che vive i meno belli dei ricordi narrati ed infine c’è la sua coscienza, che giustamente è quasi del tutto assente.
La storia è narrata fedelmente all’opra senza rivisitazioni. È curiosa la scelta stilistica di assegnare anonimità al personaggio di Zeno, che sebbene inetto è comunque protagonista della sua vita. Purtroppo, resta calzante il monologo finale dell’opera in cui viene fatta previsione apocalittica di una catastrofe globale, causata dagli strumenti di guerra, che travolgerà il mondo intero.
La coscienza di Zeno è un commercialista benestante di Trieste che è indotto dal suo analista, il Dottor S., a ripercorrere la sua vita, scrivendo una biografia, nella speranza che questo possa aiutarlo ad uscire dal vizio del fumo.
Zeno decide di interrompere la terapia e per vendetta il Dottor S. pubblica la sua autobiografia.
Protagonista è l’inettitudine di Zeno, tra i ricordi più vividi, c’è l’inizio del suo vizio del fumo e la sua costante incapacità di smettere, incapace di accendere “l’ultima sigaretta”.
Il ciclo di rimpianti, buoni propositi e fallimenti che segna la sua lotta contro il fumo si riflette anche sugli aspetti più importanti della sua esistenza: il complicato rapporto con il padre, caratterizzato da diffidenza e incomprensione fino alla morte di quest’ultimo; il matrimonio con Augusta accettato quasi per caso, perché era in realtà innamorato della sorella Ada, ma che si rivelerà una felicità inaspettata; la relazione con Carla, giovane donna cercata per superare la paura di invecchiare, ma della quale Zeno non si assume mai la responsabilità morale; il conflitto, fatto di amore e odio, con il cognato Guido, che a differenza sua è stato amato da Ada, di cui Zeno era innamorato; e la società commerciale che aveva fondato con lo stesso Guido. Nel capitolo finale, Zeno è sorpreso dalla guerra, un evento che lo sconvolge profondamente.
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