
Data storica per la Finlandia che nella giornata di oggi entra ufficialmente a far parte della Nato divenendo quindi il 31imo membro dell’Alleanza Atlantica. La recente guerra in Ucraina mossa dalla vicina Russia ha allarmato il governo finlandese che ha così deciso di rompere la storica neutralità del paese per cercare rifugio all’interno della Nato. Insieme alla Finlandia anche la Svezia sta nelle ultime settimane cercando di portare a termine la procedura di adesione ma resta, almeno per ora, ostacolata dalla Turchia che cerca di rinviare il più possibile l’entrata del governo di Stoccolma nell’alleanza.
Intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov subito punta il dito sottolineando come l’ingresso della Finlandia nella Nato rappresenta non solo una minaccia alla sicurezza della Russia ma anche l’inizio di una inevitabile nuova escalation. «Rafforzeremo il nostro potenziale militare a Ovest e Nordovest. Nel caso in cui le forze e le risorse di altri membri della Nato vengano dispiegate in Finlandia, adotteremo misure aggiuntive per garantire in modo affidabile la sicurezza militare della Russia» ha invece avvertito il vice ministro degli Esteri Alexander Grushko.
«Quella di oggi è una giornata storica perché tra poche ore accoglieremo la Finlandia come trentunesimo membro della nostra Alleanza», ha detto stamattina il segretario generale dell’Organizzazione, Jens Stoltenberg, al suo arrivo alla ministeriale Esteri al quartier generale della Nato a Bruxelles. «Basta guardare alla mappa per capire quanto la Finlandia sia strategica e importante per la sicurezza della regione baltica». Inoltre il segretario ha voluto sottolineare come «da oggi l’articolo 5 del Trattato della NATO, che assicura la difesa di ogni Alleato in caso di attacco da parte di un altro Stato, sarà applicato anche ad Helsinki, che così otterrà una garanzia di sicurezza di ferro».
Ecco allora come dopo la svolta al governo successiva all’uscita di scena di Sanna Marin in favore del partito conservatore della Coalizione Nazionale (NCP), uscito vittorioso dalle ultime elezioni; la Finlandia si apre ad una nuova avventura in politica estera la storica entrata nell’Alleanza Atlantica. Con l’adesione del Paese scandinavo, il confine fra la Russia ed i paesi Nato aumenta di circa 1300 km risultando quindi raddoppiato. Questo fattore può però rappresentare un’arma a doppio taglio poiché raddoppia così le possibilità di vedere sorgere nuove basi militari atlantiche ai confini con la Russia. Il Cremlino, attraverso il proprio portavoce, ha già spedito le prime minacce ai paesi Nato: si tratta solo di strategia o sarà l’inizio di una nuova e inarrestabile escalation?
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