
Abbiamo già spiegato le balle circolanti sulla cosiddetta Mafia nera. Un’organizzazione criminale fatta di immigrati aramati da Isis e Boko Haram che si occupa di inondare le strade italiane di droga. La narrazione mediatica del mafioso di colore è molto forte, per questo negli anni sono state create storie di fantasia che hanno fatto di Castel Volturno “la capitale della mafia nera”, dove vengono assemblate le armi dell’Isis e si trova il più grande mercato degli organi, addirittura attenzionato dall’FBI.
Nulla di tutto ciò ha avuto un benché minimo riscontro giudiziario e la criminalizzazione di questa mafia fittizia ha avuto seguito anche in altre città italiane. Bisogna fare una specificazione: la mafia nigeriana esiste ed ha proventi dal narcotraffico internazionale, oltre che dal mercato finanziario. Quello che è falso è la narrazione che vede città poverissime e con un insistente presenza di immigrati irregolari (come Castel Volturno) come centri di questa potente mafia.
Palermo nel 2018 si è trovata sulle copertine di diversi quotidiani e riviste. Il motivo è l’apertura delle indagini sulla mafia nigeriana che, come Cosa Nostra, aveva costruito un’organizzazione verticistica che stava inondando le strade dell’isola. Non solo, grande risonanza ebbe il cosiddetto “Buscetta della mafia nigeriana”, il primo pentito che palrava dei riti dell’organizzazione e dell’organizzazione mafiosa di rilevanza internazionale.

Il 22 Febbraio arriva la sentenza dell’indagine messa in piedi con le testimonianza del Buscetta della mafia nera: tutti assolti. La Cassazione ha confermato che non c’era un’associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso e che i soggetti coinvolti non sono esponenti della mafia nigeriana. I cinque imputati erano considerati i boss di Black Axe (mafia nigeriana) e l’accusa aveva richiesto pene oltre trent’anni di carcere. Un’ennessima indagine senza alcun risvolto giudiziario concreto, volto ad una conoscenza approfondita dell’organizzazione territoriale che si dà una mafia verticistica, potente e che opera sul mercato internazionale.
Ricollegare una mafia internazionale a ghetti animati da persone poverissime è poco credibile. Non solo, fa aumentare un sentimento di sospetto e odio basato su fatti senza riscontro reale. Quando si ha una notizia bisogna pubblicarla, su questo non ci piove, ma ciò che sta vivendo Castel Volturno è una vergogna mediatica senza fine.
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