
Nel cuore pulsante di Napoli, tra le strade ricche di storia e cultura, un tesoro del passato giace ormai dimenticato. È la Fontana di Re Carlo II situata in piazza Monteoliveto, uno dei capolavori barocchi della città che oggi versa in uno stato di degrado e abbandono, lontana dall’antico splendore che l’ha resa celebre nel corso dei secoli. Quella di Monteoliveto è una struttura del ‘600, una vera e propria opera d’arte a cielo aperto. Un museo accessibile a tutti ma completamente dimenticato.
Situata nei pressi della Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, la fontana è un esempio straordinario dell’arte barocca napoletana. Realizzata nel XVII secolo, era una delle principali attrazioni del quartiere, grazie alla sua eleganza e alle sue raffinate sculture che rappresentano simboli della mitologia e della religiosità dell’epoca. Ma oggi, tra le pieghe della modernità e l’incuria del tempo, la fontana appare come un’ombra di ciò che un tempo era. L’acqua che sgorgava abbondante dai suoi zampilli non c’è più, e la vasca che la circonda è ormai asciutta. Le sculture, delicate raffigurazioni di divinità e allegorie, sono visibilmente danneggiate e coperte di ruggine. La sporcizia e le erbacce hanno preso il posto della bellezza e della maestosità, mentre il silenzio che avvolge la zona sembra riflettere il disinteresse che la circonda.
Per gli abitanti del quartiere non è difficile imbattersi in episodi raccapriccianti che si verificano a cavallo con la movida del fine settimana. Osservando la fontana si notano, oltre i graffiti e i danni permanenti, decine di rifiuti depositati da cittadini e turisti. Il turismo selvaggio e la poca educazione di alcuni abitanti hanno reso l’opera il simbolo perfetto dell’incuria di un patrimonio artistico inestimabile. La Fontana di Monteoliveto è, purtroppo, solo uno dei tanti esempi di monumenti storici napoletani che si trovano in uno stato di abbandono, rappresentando un problema che riguarda l’intero patrimonio culturale della città. Una questione che solleva interrogativi sulle priorità dell’amministrazione Manfredi sulle politiche di tutela del patrimonio culturale. Questa situazione di degrado non riguarda solo un singolo monumento, ma tocca un aspetto più ampio della gestione del patrimonio storico e artistico napoletano. La città, che vanta un’incredibile ricchezza di arte, storia e tradizioni, rischia di perdere per sempre pezzi del proprio passato se non si interviene con urgenza. Restauri, interventi di pulizia, manutenzione costante: sono questi gli interventi necessari per ridare dignità a una delle fontane più importanti di Napoli.
Negli anni la fontana ha subito numerosi atti di vandalismo, i quali hanno danneggiato in modo indelebile l’opera. Tanto da spingere il comune di Napoli nel 2020 a recintare la fontana per impedirne il danneggiamento e preservarla da atti vandalici. Ma nonostante questi, nel corso del tempo è stata centro di interesse di azioni introdotte da associazioni locali, che puntavano alla riqualificazione. Da anni però manca una chiara visione sul futuro di questo pezzo di storia napoletana. In un periodo in cui il turismo e l’interesse per la cultura sono in continuo aumento, non possiamo permetterci di lasciare che la nostra storia si dissolva nel degrado. La fontana di Re Carlo II merita di essere restaurata, valorizzata e restituita alla città come un simbolo di bellezza e memoria. Non possiamo più permettere che resti un altro pezzo di storia dimenticato tra l’incuria.
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