
Per iniziare il 2026 di Informare, abbiamo fatto una scelta precisa: celebrare il mondo dell’associazionismo, in tutte le sue forme e campi di applicazione. Siamo figli di questa storia, Informare d’altronde è il frutto editoriale dell’Associazione di Volontariato “Officina Volturno – Contro la Camorra non Molliamo”.
Sentiamo addosso particolarmente questa prima pagina perché quotidianamente ci sacrifichiamo per difendere la partecipazione sociale, soprattutto orientata alla tutela del dissenso e della libera informazione. Gli articoli che seguono raccontano al meglio la passione civica delle associazioni che resistono sui territori, dalle difficoltà alla resistenza, ogni testimonianza che leggerete è uno spaccato dell’Italia più bella. Quella che si unisce e fa scudo attorno ad un ideale da difendere. Perché ci crede ancora. Questa lente di ingrandimento che abbiamo deciso di offrirvi ha puntato a comuni e regioni, ma forse prima di iniziare vale la pena raccontarvi una storia più da vicino. Parliamo di una di quelle che dà il senso a tutta la copertina perché parte dall’esperienza di un uomo, anzi di un nonno. Lui è Aldo Spinelli, tra i soci fondatori di Officina Volturno e Informare.

Aldo ha visto in questi 23 anni passarsi davanti centinaia di ragazzi che hanno animato la redazione, tutti lo conoscono e tutti gli vogliono bene. “Salutatemi tanto Aldo” – è la frase solita che si sente dire ai ragazzi, oggi adulti, che hanno attraversato la sede di Castel Volturno. Lui è una costante del giornale, non è mai stato un giornalista né ha mai aspirato a diventarlo: il suo orgoglio è nel vedere questa creatura muoversi sorretta dalle pene di ragazzi puliti, che credono davvero di poter cambiare le cose con l’impegno.
Così, con la disarmante umiltà che lo contraddistingue, Aldo ha scelto di ritagliarsi un piccolo grande ruolo. Ogni mese, da 23 anni, Aldo viene a ritirare i pacchi del magazine che state leggendo per consegnarli personalmente a numerosi punti di distribuzione che si trovano sul Litorale domitio. Si tratta sia di distributori storici che nuovi procacciati da lui stesso, ma tutti strettamente monitorati dall’attenzione maniacale di Aldo. Nessuna copia dev’essere sprecata e la distribuzione militante va fatta in tempi che devono rispettare il lettore. Quando arrivano le copie in redazione capita che, presi da mille cose, tardiamo nell’allertarlo per venire a ritirare. Passato anche solo un giorno di ritardo, ecco la chiamata puntuale di Aldo. “Ue Antonio, sono arrivati i giornali?”. Il suo servizio volontario è un esempio vivo della passione civica volta al sostegno reale dei giovani.
Quest’uomo che potrebbe ergersi dall’alto della sua età anagrafica non sceglie di insegnare o dar consigli, ma di mettersi a servizio. Non mi è possibile parlarvi del profondo onore che abbiamo tutti noi giovani di poter contare su una persona come Aldo. Ebbene, c’è un episodio accaduto l’anno scorso che ci ha convinto a scegliere il tema di copertina per celebrare gli uomini e le donne che animano le associazioni. Lo scorso mese, ad inizio dicembre, arriva come al solito il giornale in redazione. Era il periodo del fumetto e non abbiamo avvisato Aldo il giorno stesso della consegna. Il giorno successivo, eccolo che ci sbuca in redazione. Ad avanzare non è solo la vita associativa, ma anche quella delle persone che la animano e così
Aldo nel corso degli anni ha avuto acciacchi che l’hanno un po’ limitato. Quel giorno di inizio dicembre si avvicina per salutarci e si scusa per il ritardo, spiegandoci che era appena stato dimesso dall’ospedale per una polmonite. La sua voce, flebile, era ancora provata dall’evento però mentre raccontava si stava già dirigendo verso i giornali. Tutti nella redazione guardavamo estasiati la forza di Aldo e ci siamo sentiti un po’ più grandi. Come se il suo impegno ci incoraggiasse a sognare di più, a combattere per quel sogno con ancora più determinazione. Perché se Aldo ci crede così noi non possiamo fermarci, dobbiamo continuare sulla strada perché è di certo quella giusta. Non è esagerato dirlo, ma senza uomini come lui per tanti di noi restare sarebbe più difficile.
Ogni giorno ti scontri con inefficienze, svalutazioni e attacchi che minano la fiducia nel cambiamento dei territori, ecco perché chi è giovane cerca una spalla su cui contare. Quelle di Aldo sono giganti e questa pagina è solo un omaggio a lui, ai suoi 23 anni con noi e a ringraziarlo per la forza che ci trasmette ogni mese, forse senza accorgersene. Vedete la foto in pagina che lo ritrae? Quando lo abbiamo chiamato per chiedergli di inviarcela, la pronta risposta alla telefonata non poteva che essere quella: “Ue Stefano, so’ arrivati i giornali?”.
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