Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
AmbienteApprofondimenti

La Francia si schiera contro il fast-fashion

Ludovica Palumbo
Ludovica PalumboRedazione Informare
25 marzo 20254 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
La Francia si schiera contro il fast-fashion

Indice (2)

  • 1Il fast fashion, il nuovo mostro da combattere
  • 2La Francia dice stop al fast fashion

In Francia, la lotta contro il fast fashion sta per entrare in una fase cruciale. Dopo oltre un anno di attesa, la proposta di legge diretta a mettere un freno ai marchi che promuovono questo fashion trend potrebbe essere finalmente discussa al Senato.

Una legge che entra a gamba tesa nel tentativo di porre finalmente fine ad un fenomeno che non fa che impattare negativamente vari aspetti del settore, da quello delle risorse umane a quello ambientale, schiacciati dalla corsa alla produzione veloce e consumistica.

Ma vediamo più da vicino le novità di questa proposta dal sapore così “rivoluzionario”.

Il fast fashion, il nuovo mostro da combattere

Perchè si dà tutta questa rilevanza all’intervento del legislatore francese?

Con il termine “fast fashion” ci si riferisce a quella tendenza nel settore della moda che “produce abiti a basso costo e di scarsa qualità, lanciando continuamente nuove collezioni in tempi rapidissimi”.

Ma dietro questa promessa di moda accessibile si nascondono questioni ben più complesse. Le aziende che sfruttano queste pratiche con il solo obiettivo di massimizzare i profitti, spesso non si preoccupano di come i loro guadagni vengano realizzati.

Il fast fashion, infatti, non è solo sinonimo di prezzi bassi, ma anche di condizioni di lavoro precarie e sfruttamento. Per mantenere bassi i costi di produzione, queste aziende sacrificano spesso la sicurezza e il benessere dei lavoratori. Lavoratori che si ritrovano ad operare in condizioni inadeguate, molto spesso in paesi con scarse leggi a tutela dei diritti umani.

Ed ancora, il problema dell’impatto sull’ambiente che l’industria della moda 4.0 crea.

I dati dell’industria della moda sono inquietanti. Come si rileva dallo studio riportato da Friendly shop, “la produzione di tessuti a basso costo non considera il danno che provocano le sostanze chimiche utilizzate, i pesticidi pericolosi e i processi di colorazione tossici. Oltre da inquinare le acque con prodotti chimici e coloranti, questa industria è responsabile del 20% del consumo globale di acqua e del 10% delle emissioni di CO2. Le popolazioni che vivono vicino alle fabbriche di fast fashion sono le prime a subire le conseguenze, con rischi gravissimi per la loro salute a causa dell’acqua contaminata che utilizzano per l’agricoltura e per il consumo quotidiano”.

La Francia dice stop al fast fashion

Dal prossimo 19 maggio 2025, tra le porte del Senato francese si discuterà di una legge che potrebbe finalmente dire basta al fast fashion. 

Oltre a prevedere una definizione formale di “fast fashion”, la normativa stabilisce delle soglie specifiche per il numero di nuovi capi immessi sul mercato in un determinato periodo. Limiti diretti a “colpire” in maniera non troppo velata, i grandi giganti cinesi come Shein e Temu, da sempre nell’occhio del mirino in tema di moda poco sostenibile.

All’articolo 2 infatti, si introduce un malus finanziario per i produttori della filiera tessile sui loro capi più inquinanti, basato su stringenti criteri di sostenibilità. Ed a specchio, per incentivare le industrie, ci saranno bonus per quelle più virtuose.

Inizialmente, la normativa prevedeva restrizioni rigorose sulla pubblicità degli abiti delle aziende di fast fashion. Per evitare però di gravare eccessivamente sul principio della libertà d’impresa, i commissari per lo sviluppo sostenibile hanno deciso di attenuarle. Nella versione aggiornata del disegno di legge, solo agli influencer sarà vietato promuovere questi capi.

In compenso, i marchi saranno obbligati a inserire nelle loro campagne pubblicitarie informazioni relative all’impatto ambientale dei loro prodotti. Così come da anni avviene nel settore alimentare con gli avvisi sulla salute, come quelli che consigliano di limitare il consumo di grassi, zuccheri o sale, «Non abbiamo vietato alle persone di andare a mangiare nei fast food, e allo stesso modo non vietiamo alle persone di acquistare fast fashion, ma vogliamo che lo facciano con consapevolezza», ha affermato la senatrice Sylvie Valente-Le Hir.

Infine, sul fronte delle esenzioni, la stessa senatrice ha proposto di escludere dai vincoli le aziende francesi ed europee, in particolare brand come Zara e H&M. Nonostante non siano esenti dal fenomeno, sembra prevalere il loro significativo contributo economico alla vita dei centri urbani…

Tags
  • #ambiente
  • #fast fashion
  • #francia
  • #Shein
  • #temu
Ludovica Palumbo
Redazione Informare

Ludovica Palumbo

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026