
Nel luglio 2023, in Germania, il Ministro della Sanità Lauterbach del governo presieduto da Scholz, aveva proposto una legge per la riforma del settore della cannabis volta a legalizzare il possesso e la coltivazione per uso personale.
La legge prevedeva inoltre la vendita tramite club autorizzati. Con l’approvazione del Bundestag, il Parlamento federale della Germania, è stata ieri messa su carta la legalizzazione della cannabis per uso personale oltre che terapeutico nel territorio tedesco. Il governo tedesco quindi ha scelto una posizione di apertura e di sperimentazione sul tema, puntando tutto su questa immissione controllata di marijuana nel Paese. Ma quali sono i limiti di questa legalizzazione da parte della Germania?
In Europa i Paesi che hanno legalizzato la cannabis ricreativa sono Malta e Lussemburgo, i primi sempre in Europa a legalizzare totalmente la produzione domestica e il consumo – anche a scopo ricreativo – di marijuana a uso personale per i maggiori di 18 anni.
In Olanda la quantità di consumo/possesso non punibile è di 5 grammi. In Spagna la legalità della cannabis ha un regolamento abbastanza confuso. Il possesso di erba è illegale, ma la legge viene fatta rispettare solo nei luoghi pubblici. Inoltre, il possesso e l’utilizzo di marijuana in Spagna vengono regolati in base alle decisioni autonome di ogni regione, tanto che in Catalogna esistono i famosissimi Cannabis Social Club.
Dal primo aprile la Germania diventerà il primo grande Paese europeo e tra i pochissimi al mondo a consentire e a non punire l’uso della cannabis. Salutata già come una giornata storica per una politica di contenimento e regolamentazione delle droghe leggere, il governo Scholz ha ragionato su un modo per regolamentare i consumi, tutelare la salute, togliere il mercato delle spaccio. Ci sarà però – come giusto che sia – una regolamentazione ferrea almeno sulla carta. Vedremo nel corso del tempo i riscontri dell’applicabilità e quali effetti sortirà.
Nel testo della legge (puoi consultarlo qui), si dice quanto segue: chi è maggiorenne potrà coltivare fino a tre piante; dall’estate sarà poi possibile usare e comprare cannabis in club senza fini di lucro, autorizzati a coltivare e distribuire la pianta. Per scoraggiare il turismo della cannabis – à la Amsterdam per intenderci – i club potranno affiliare fino a 500 membri, ma questi dovranno avere residenza in Germania.
Si potranno inoltre possedere 50 grammi di cannabis a casa e 25 con sé per uso personale. Naturalmente sarà vietato l’acquisto per i minori, mentre tra i 18 e i 21 anni sarà consentito comprarne solo fino a 30 g, con un contenuto massimo di THC del 10%. Il consumo di cannabis sarà proibito tra le ore 7 e le ore 20 a meno di 100 metri di distanza da asili, scuole o centri giovanili, parchi gioco e sportivi, o zone pedonali.
La maggioranza di governo è intenzionata anche a venire incontro alle enormi critiche dell’opposizione, ma provenienti anche da alcuni parlamentari dei partiti al governo e da associazioni di medici ed esponenti delle forze dell’ordine.
L’esperimento tedesco sulla legalizzazione è provvisto anche di una valutazione degli effetti sulla tutela dei giovani e sulla criminalità organizzata, raccogliendo anche il parere competente della polizia criminale con verifiche a scaglioni, una prima valutazione dopo un anno, una seconda dopo due ed una conclusiva dopo quattro. Se il modello tedesco funzionerà, ci saranno possibilità di imitazione anche da parte di altri Paesi europei?
Intanto, in Italia, Meglio Legale, una delle associazioni della penisola che più di tutti si batte per la legalizzazione, coglie l’assiste tedesco e ieri sera decide di proiettare sulla facciata di Palazzo Montecitorio una foglia di cannabis, con la scritta “Cannabis: in Germania meglio legale”. Un messaggio riferito soprattutto a parlamentari e componenti di governo che non sono d’accordo con la legalizzazione. Qualche tempo fa l’associazione ha promosso la proposta di legge “Io Coltivo”, che ha raccolto finora 35mila firme. L’obiettivo della campagna è raccogliere molti più consensi al fine di depositare una proposta di legge di iniziativa popolare.
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