
Era il lontano 2006 quando la GeVi Napoli, all’epoca Carpisa Napoli, disputava l’ultima Coppa Italia della sua storia. Da lì diverse vicissitudini societarie, fallimenti ed altre vicende che ne preclusero la partecipazione. Fino al 2024, dove la GeVi Napoli ha riconquistato la Coppa Italia Frecciarossa, compiendo un’autentica impresa.
Lo straordinario cammino trionfante della GeVi Napoli inizia il 15 Febbraio, dove va in scena il secondo atto della sfida contro Brescia, precedente detentrice del trofeo. Dopo la brutta sconfitta rimediata in campionato, la musica è diversa: sin dalla prima palla a due la GeVi fa capire che non è a Torino di passaggio. Anzi, la voglia di riportare a casa quel trofeo è ben più che evidente. E’ una squadra nuova, con un atteggiamento inedito che, per dirla tutta, si desiderava nelle quattro sconfitte consecutive antecedentemente alla Coppa. La squadra cambia gli schemi, rimuove qualsiasi riferimento alla difesa bresciana ed ha una maggiore attenzione difensiva per tutta la competizione. La gara è comunque combattuta, Napoli affronta comunque la prima della classe. Non basta, però, a fermare un super Jacob Pullen che chiude la gara a 25 punti, scrollandosi di dosso le critiche dell’ultimo (lungo) periodo.
Doveroso, visto il contesto, citare il C.T. della Nazionale di Calcio Luciano Spalletti. Questo perché la GeVi affronta la semifinale contro Reggio Emilia dell’ex Uglietti consapevole che, in caso di vittoria, in finale ci sarà l’Olimpia Milano, che ha giocato qualche ora prima. Stavolta l’inizio negativo tradisce qualche emozione. La GeVi subisce molti punti, prima di riprendersi e sfoderare le carte migliori. Si tratta, però, di una semifinale e, quindi, il testa a testa è ancora più serrato. Nessuna delle due squadre sembra mollare il colpo, ma il terzo quarto è tragico per la GeVi che incassa molte triple fino all’ultimo quarto, dove Reggio si porta a +12. Ennis, però, si carica la squadra sulle spalle e con una prestazione super porta la gara all’Overtime (i supplementari). Chissà che i Los Angeles Lakers non lo rimpiangano, loro che più di tutti necessitano di una point guard. Al supplementare Jacob Pullen dimostra tutte le sue qualità balistiche e porta la GeVi in finale. E’ stata questa, però, la gara più bella. Napoli inizia la finale con motivazioni decisamente maggiori di Milano, dominando per tutti i quarti. Sul finale, gli uomini di Ettore Messina pareggiano la gara e, per dirla tutta, sfiorano la vittoria. A togliere le castagne dal fuoco, però, ci pensa ancora un super Jacob Pullen. A meno di un minuto dalla fine, senza alcuno spazio, sigla la tripla del definitivo vantaggio della GeVi. Ultime letture sui timeout di coach Miličić e vittoria. La GeVi, dopo 18 anni, torna ad abbracciare quel trofeo che fu, anni fa, l’ultimo atto di felicità prima di una serie di eventi nefasti.
Gli uomini decisivi per la conquista del trofeo sono molteplici: Tariq ‘Air‘ Owens che con i suoi alley-oop ha fatto divertire, e non poco, tutti gli appassionati di questo sport; Markell Brown, acquisto più che prezioso, cestista dall’elevato atletismo e anche ottimo difensore; Ennis, Zubcic, Sokolowski che ha guadagnato l’MVP della finale e, da non dimenticare, “l’uomo dei tiri pesanti”, come si è definito lui stesso in uno scambio di battute con i fan, Jacob Pullen. Ci sono, però, due figure fondamentali nella conquista del trofeo: Federico Grassi, il presidente della GeVi e coach Igor Miličić. Il dottor Grassi, che negli ultimi istanti di gara non ha saputo nascondere la commozione, ha saputo riportare l’entusiasmo del basket a Napoli dopo le disastrose annate tra fallimenti, rischio retrocessione e A2. In poco tempo ha saputo internazionalizzare una squadra, per certi sensi, emergente che oggi appare già come una big. Quanto al tecnico, invece, la vittoria contro i Campioni d’Italia della passata stagione e contro una leggenda come Ettore Messina confermano la visione della dirigenza. Miličić da tecnico ha vinto 3 campionati polacchi, 2 coppe, 2 supercoppe ed ora la Coppa Italia. Un tecnico giovane, ma già abituato a vincere e, viste le passate stagioni, non era impresa facile. I più sentiti complimenti alla squadra, la dirigenza e lo staff tecnico. Il cammino verso i più importanti scenari inizia ora.
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