
Si è tenuto oggi presso il lido “I Delfini” di Castel Voltruno la giornata del gioco, evento organizzato da UNICEF Campania, in collaborazione con le realtà istituzionali ed ecclesiastiche locali, come la Caritas, e con le scuole d’infanzia e primarie di Castel Volturno. Dirigenti scolastici e docenti si sono spesi in un giorno di divertimento e riflessione con i bambini, concentrando sull’importanza del gioco come diritto, spesso negato, ai fanciulli
In occasione dell’evento ci siamo confrontati con una nostra vecchia conoscenza, la Presidente UNICEF Campania, Emilia Narciso: «La convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la prima legge a tutela dei bambini e delle bambine, è stata ratificata dall’Italia con legge numero 176 nel 1991. Ha compiuto ieri 35 anni in Italia, mentre nel mondo è nata nell’89. Noi ogni anno cerchiamo di prestare attenzione a questa Convenzione e scegliamo un diritto da guardare più da vicino. Quest’anno abbiamo scelto di guardare al diritto al gioco perché ci sono teatri di guerra dove i bambini non giocano, dove invece di vedere i palloncini, vedono le bombe cadere dal cielo. Insomma, abbiamo scelto di prestare attenzione ai territori lontani dove il diritto al gioco non è più neanche un sogno, perché i bambini delle zone di guerra sognano di dormire in tranquillità».

Fondamentale per l’organizzazione di questo evento è stato il contributo dele scuole locali, in particolar modo dell’Istituto Pinetamare di Castel Volturno, con il cui dirigente, il dott. Vincenzo Maiorca, abbiamo avuto modo di parlare: «L’idea è nasce dal nostro referente UNICEF per la scuola. La nostra scuola da quattro anni è scuola amica UNICEF, fa parte di una rete di scuole che danno supporto all’UNICEF. La Giornata del Gioco si tiene già a livello nazionale ed era gia stata organizzata nell’agro aversano ma non avevamo modo di portare i bambini fin lì, così abbiamo deciso su proposta dell’UNICEF, di portare l’evento qui a Castel Volturno. Con la collaborazione si può fare tanto, anche in un territorio difficile e pieno di fratture soiciali, economiche e culturali».
«Non è scontato che una scuola organizzi tutto questo. Cioè, questi eventi sottendono una relazione, una collaborazione da parte di UNICEF, la scuola e tutti coloro che si sono impegnati affinché sia stato possibile dare vita a questo evento. Quindi è fondamentale sottolineare il percorso che porta a queste manifestazioni, perché c’è il rischio di pensare che l’evento di oggi sia solo una manifestazione mentre, invece, questo qui è un gioco ma soprattutto un percorso. Questo è fondamentale, queste sono le relazioni che oggi che mancano nella società» ci dice Don Carmine, responsabile Caritas Campania.
Insomma, questo evento è stato l’esempio migliore di come tutte le realtà associative, educative ed istituzionali in una terra martoriata e complessa come quella di Castel Voltruno, possano, collaborando attivamente, creare qualcosa di bello per bambini e famiglie, piantando un seme anche nel deserto più arido sperando fiorisca.
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