
È, ormai, quasi quotidiano ascoltare l’annuncio della ricorrenza di una “giornata mondiale”! Sempre più normalmente, dopo un attimo di attenzione, ci si distrae dall’annuncio e, subito dopo, ne dimentichiamo il senso, oltre che la data della giornata annunciata. Forse, potrebbe essere utile aggiornare il calendario mondiale, così da poter ricordare tutti e tutte, più o meno, le infinite ricorrenze.
Allo stesso tempo va detto che lentamente ci stiamo disaffezionando alle ricorrenze classiche, personali o sociali, anzi sembra quasi che le prime, quelle mondiali, si stiano sovrapponendo alle seconde. Sì, stiamo confondendo e dimenticando la memoria storica delle ricorrenze classiche, il loro significato, ma questo fenomeno possiamo ricondurlo ad un cambiamento profondo della socialità e delle relazioni affettive, che vivono una profonda “precarietà” e solitudine.
Ma perché le “ giornate mondiali” stanno occupando il calendario? In un certo senso potremmo leggerle come la richiesta di attestazione e condivisione degli infiniti fallimenti dei governi, della scienza e della stessa società, le ricorrenze ce lo ricordano o dovrebbero ricordarlo! Potrebbero essere lette come il trasferimento di responsabilità su noi cittadini mondiali.
Dunque, segneremo nel “calendario mondiale” le giornate come attestazione di innumerevoli precarietà e sconfitte, occupando ancora di più l’immaginario umano al negativo: come se non bastasse, a fronte di emergenze, guerre e difficoltà di ogni genere!
Una giornata mondiale della giornata mondiale, provocatoriamente, dovrebbe attivare l’attenzione sulla nostra memoria, relativamente alla condizione mondiale attraversata da dubbi e spaesamento, una memoria confusa e disarmata.
Ma in quale data da calendario potremmo fissarla? Tutti i giorni, potremmo o dovremmo dire, altrettanto provocatoriamente.
No memory day, potrebbe essere questo il titolo da assegnare alla giornata.
di Annamaria Rufino,
Docente di Sociologia giuridica della devianza e
del mutamento sociale
all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”
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