
Il Politeama di Napoli, il 18 gennaio 2025, si è fatto cassa di risonanza per un’eco potente, un’eco che proviene dalle pagine di un libro, “Una persona alla volta“, e dalla voce di un uomo che ha fatto della cura la sua bandiera: Gino Strada. Sul palco, Elio Germano e Teho Teardo hanno dato vita a “La guerra com’è“, un’invocazione alla pace, un’elegia civile più che un semplice spettacolo.
Elio Germano non si limita a recitare, ma si fa tramite delle parole di Strada, parole che non conoscono retorica, che arrivano dirette, come schegge. Parole che raccontano la guerra non dal punto di vista dei generali o dei vincitori, ma da quello di chi ne raccoglie i cocci, di chi cerca di ricomporre un’umanità frantumata dalla violenza. Un racconto, dunque, “dalla parte di chi ricuce”, come ha ben sintetizzato lo stesso attore.
Accanto a lui, Teho Teardo, con le sue musiche evocative, crea un contrappunto sonoro che non è semplice accompagnamento, ma parte integrante dello spettacolo. Le note si fanno eco delle parole, ne amplificano il significato, ne sottolineano le pause, i silenzi, i momenti di commozione. Una partitura per la pace, appunto, che avvolge il pubblico in un’atmosfera intensa e riflessiva.
E non poteva mancare un richiamo alla nostra Costituzione, all’articolo 11, quel “L’Italia ripudia la guerra” che, purtroppo, sembra sempre più spesso una fragile promessa di fronte alle continue escalation di conflitti nel mondo. EMERGENCY, con la campagna R1PUD1A, riafferma questo principio fondamentale, non come una formula retorica, ma come un imperativo morale, un impegno concreto per le generazioni future. Un impegno a cui ha aderito anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, presente alla serata.
Gino Strada, medico e uomo di pace. Ha dedicato la sua vita a curare le vittime della guerra, a testimoniare l’orrore dei conflitti, a difendere il diritto universale alla salute. Un diritto che, come ci ricorda lo spettacolo, non è una concessione, ma un fondamento di ogni società civile. Salute, istruzione, lavoro dignitoso, protezione sociale: queste dovrebbero essere le priorità, non le spese militari, non la logica perversa della guerra. Non si tratta, come spesso si dice, di mancanza di risorse, ma di una tragica mancanza di volontà politica, una cecità che ci impedisce di vedere l’umanità che soffre. “La guerra com’è”, un invito, in fondo, a “rimettere insieme pezzi di umanità scomposta”, con la cura, con la compassione, con la ferma volontà di costruire la pace.
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