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La guerra dimenticata del Sudan

Camilla Esposito Alaia
Camilla Esposito AlaiaRedazione Informare
29 febbraio 20244 min di lettura

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La guerra dimenticata del Sudan

Indice (2)

  • 1Com’è cominciata la guerra in Sudan
  • 2Le devastanti conseguenze umanitarie

Ci sono guerre che fanno più notizia di altre ed una di quelle rimaste nel dimenticatoio è la guerra in Sudan, dove non arrivano armi o bombardamenti, ma conseguenze terribili come malattie, nessun posto sicuro dove andare e soprattutto la fame. La guerra in Sudan è iniziata il 15 aprile del 2023, quasi un anno fa, e vede come forze rivali da una parte le Forze Armate sudanesi (FSA – esercito regolare del Sudan) e dall’altra i paramilitari delle Forze di supporto rapido (FSR). Il primo gruppo è guidato dal generale Abdel Fattah Burhane ed il secondo dal generale Mohamed Hamdan Dagalo.

Dopo anni di guerra civile e quello che sembrava il presunto raggiungimento di una tregua, il 15 aprile dello scorso anno, nella capitale del Sudan, Khartoum, i due eserciti di pari forza imbracciano le armi ed iniziano ad attaccarsi a vicenda. Il conflitto, che va avanti da mesi, ha costretto 7 milioni di sudanesi ad abbandonare le proprie case ed ha causato la morte di 12mila persone, per la maggior parte civili. I dati dell’UNICEF sono preoccupanti: sono 14 milioni i bambini che hanno bisogno di assistenza e molti di loro sono difficili da raggiungere perché si trovano in zone colpite dai bombardamenti.

Il conflitto è cominciato nella capitale di Khartoum per poi estendersi in altre aree del paese, come la regione occidentale del Darfur, dove si è ripetuto quella che era successo in passato (dinamiche di violenza etnica che hanno portato a stupri ed uccisioni di massa). Successivamente è arrivata al sud del Kordofan ed infine nell’area sud orientale dello stato di Gezira. Fino a dicembre, il Gezira era rimasto lontano dalle violenze, infatti era il luogo in cui si sono rifugiati la maggior parte dei civili.

Com’è cominciata la guerra in Sudan

Bisogna sicuramente premettere che parliamo di uno stato devastato dalle guerre civili e che, purtroppo, non è nuovo a questo tipo di violenze. Inoltre, per capire bene di cosa stiamo parlando, dobbiamo anche precisare che il Sudan è un territorio ricco di etnie diverse.

Prima abbiamo menzionato il Darfur, una delle nove province storiche del Sudan: perché è così importante per capire il conflitto attuale? Il conflitto del Darfur, o anche genocidio del Darfur, è una grande guerra cominciata nel 2003. I gruppi ribelli del Movimento per la Liberazione del Sudan e del Movimento Giustizia ed Uguaglianza iniziarono gli scontri contro il governo, accusato di violenza etnica. Quest’ultimo fece una vera e propria pulizia etnica nei confronti della popolazione non araba del Darfur, che provocò oltre 400mila vittime e quasi 3 milioni di sfollati. L’allora Presidente del Sudan, Omar al-Bashir, fu poi accusato per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità da parte della Corte Penale Internazionale.

Nonostante questa terribile pagina si chiuda nel 2005, successivamente, con l’indipendenza del 2011 del Sudan del Sud, questo stato africano sarà devastato anche da una guerra civile. Quest’ultima comincia nel febbraio del 2013 per poi concludersi solo nel 2020 (nel 2019 primo colpo di stato). A seguire, durante il governo di Abdellah Hamdock. Un governo che avrebbe dovuto portare la democrazia, vi è un altro colpo di stato, quello del 25 ottobre 2021. Questi eventi e questa instabilità porteranno alla guerra del Sudan che vediamo oggi, di cui si parla veramente troppo poco.

Le devastanti conseguenze umanitarie

Nonostante i numeri preoccupanti, questa guerra continua a non essere al centro dell’attenzione della comunità internazionale. Il segretario generale dell’ONU, António Guterres, ha esortato più volte la comunità a prendere provvedimenti e a trovare una risoluzione per una guerra devastante. Ancora una volta, uno degli epicentri del conflitto è il Darfur, zona nella quale si stanno ripetendo gli stessi orrori del passato.

Secondo Karim Khan, procuratore della Corte Penale Internazionale, ciò che sta accadendo costituisce una violazione dello Statuto di Roma della CPI. Il che vuol dire che si potrebbe aprire un’inchiesta per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità. Secondo la Caritas Italiana, ad oggi il Sudan è uno fra gli stati con più sfollati interni al mondo. La crisi umanitaria colpisce soprattutto con casi di colera, dovuti alle precarie condizioni igienico sanitarie. Con 12mila vittime e milioni di sfollati, è assurdo che la guerra del Sudan passi in secondo piano rispetto ad altre.

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  • #caritas
  • #darfur
  • #guerra
  • #Sudan
  • #unicef
Camilla Esposito Alaia
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