
Sospeso tra presente e passato. Sospeso come il tulle che adorna la navata centrale. Il tempo sembra essere in pausa, sospeso lungo un filo sottile tra ciò che fu e ciò che è attualmente. La musica, a cura di Carlo Fermariello, accompagna il corpo e la mente in un viaggio sensoriale, mentre gli occhi scorrono sulle opere di Marianna Sannino. Il luogo della Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo è denso di arte, di cultura e soprattutto di storia. Basta lo sguardo rivolto verso l’alto, ancora prima di metter piede nel sito, per rendersene conto. Un luogo per troppo tempo abbandonato a sé stesso e vittima di superficialità, depredazione e degrado. In questa cornice tristemente meravigliosa, si inseriscono in modo impeccabile le rappresentazioni su tulle dell’artista napoletana Marianna Sannino.
Sembrava che mi trafiggesse il cuore è l’intervento site specific in questione, realizzato con la Fondazione Mannajuolo di Napoli e presente, presso la Chiesa di San Giuseppe delle Scalze a Pontecorvo, fino al 13 ottobre. Una mostra dal forte impatto emotivo, che apre a riflessioni di ampio respiro con spunti mossi dalle opere e dal sito. Arte e luogo in questo intervento si fondono intensamente, aprendosi ad una comunicazione diretta e vicendevole, oltre che con l’osservatore. Le opere di Marianna Sannino, realizzate con acrilico su tulle, aleggiano sospese all’interno delle antiche cornici della chiesa, trasmettendo quel senso di leggerezza e trasparenza dell’anima nel percorso dell’estasi, tema della mostra. «Sembrava che mi trafiggesse il cuore è tratto dall’autobiografia di Santa Teresa d’Avila “Il libro della mia vita”, in cui lei descrive l’estasi. La mostra si concentra su questo tema, che la Santa divide in tre stadi: l’estasi semplice, il rapimento e il volo di spirito», spiega l’artista stessa.
Tre stadi raffigurati attraverso le tre opere. La prima, in cui la figura femminile si lascia andare delicatamente; la seconda, che si concentra sul distacco d’impeto dalla terra; e la terza, in cui il senso di movimento sembra quasi rappresentare la separazione dello spirito dal corpo materiale.
La scelta artistica di Marianna Sannino, che da anni opera dipingendo sul tulle, si sposa alla perfezione con lo spazio fisico della chiesa, creando un senso armonico ed un dialogo con l’ambiente. Questa forma di comunicazione, che non passa inosservata agli occhi del pubblico, rende la mostra, curata da Maria Savarese, un intervento dal forte impatto. «”Sembrava che mi trafiggesse il cuore” è il nuovo progetto artistico di Marianna Sannino. Si tratta di una mostra promossa dalla Fondazione Mannajuolo di Napoli, che esce dai suoi spazi espositivi, la Galleria Al Blu di Prussia, con questo intervento site specific in un luogo straordinario» dice la curatrice della mostra. «È un luogo denso di memoria. Un’antica chiesa barocca, il cui progetto di ampliamento è stato affidato a Cosimo Fanzago. Per anni purtroppo il sito ha subìto una condizione di abbandono ed è stato sottoposto a degrado e furti. Per fortuna a breve inizierà in loco un progetto di restauro volto a riprendere la chiesa architettonicamente. Attualmente è gestita dal Forum Tarsia, un’associazione che da anni porta avanti una grande azione di riqualificazione, non solo della chiesa ma di tutto il quartiere, attraverso l’arte, la cultura contemporanea e il sociale».
Oltre l’arte ed attraverso essa, la mostra di Marianna Sannino si inserisce nel discorso di riqualificazione di un bene monumentale della città di Napoli. Storie non dette e ricordi in un connubio perfetto con le opere dell’artista.
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