
Doveva essere un videomessaggio, poi è diventato una lettera. Questa notte Amadeus ha letto le parole di Zelensky a Sanremo, davanti 12 milioni di spettatori, record storico di share del festival.
Era già stato al centro di tante polemiche prima ancora di essere mandato in onda. La stessa Rai ha parlato per settimane di un video trasmesso all’Ariston, poi alla prima conferenza stampa ha ritrattato: “Zelensky ha detto che preferisce un testo” con lo stesso Amadeus che ha aggiunto “il presidente ucraino non ha mostrato preferenze”.
Ora che l’ho sentita, ascoltata più e più volte davanti agli schermi e sui social, ho capito quello che molti criticavano aspramente. Le polemiche di chi non voleva in nessuna forma Zelensky a Sanremo, contrapposte alle critiche di chi invece pensava fosse anche troppo poco portare la sua voce, ad un festival della musica.
Il problema sta nel messaggio. Zelensky non ha mai detto una sola volta “pace” nella sua lettera. No, anzi: ha parlato di vittoria. “L’Ucraina sicuramente vincerà questa guerra. Vincerà – dice – insieme al mondo libero. Vincerà grazie alla voce della libertà, della democrazia e, certamente, della cultura”.
Vittoria, vittoria, vittoria. Quella del presidente ucraino è stata una lettera ideologica. Ideologia che si burla dei giovani mandati in guerra su un fronte e l’altro della battaglia, delle famiglie distrutte e delle vite civili spezzate dagli attacchi missilistici. Le stesse vite che Zelensky crede di avere a cuore ma che, con queste parole, affossa ancora di più.
È l’ipocrisia della vittoria a tutti i costi e fino all’ultimo ucraino, ossia guerra a tutti i costi. Ma se l’unico modo per arrivare alla vittoria è continuare una guerra sanguinaria che ha fatto già 7mila morti civili sul lato Ucraino, così la diplomazia e la fratellanza tra popoli è il modo per arrivare alla pace. Diplomazia, questa sconosciuta, che è stata anche il motivo per cui – in primis – è iniziata questa guerra. E mentre da una parte la Russia non collabora, con continue minacce di una terza guerra mondiale, così l’occidente risponde allo stesso modo, infervorando l’odio etnico e aumentando i sostegni militari all’Ucraina, arricchendo ancora di più i signori della guerra.
No, la lettera di Zelensky non è un messaggio di pace.
Di Ciro Giso
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