
Perché la lettura è così importante? In che modo i libri accompagnano il lettore nel corso dell’esistenza? Questo il tema dell’incontro organizzato all’Università di Salerno nell’ambito delle attività promosse dal Centro di Ricerca interdipartimentale “Alfonso Gatto” lo scorso venerdì 23 febbraio.
Ospiti due figure di rilievo del giornalismo contemporaneo, Luigi Contu e Giovanni Floris, per raccontare agli studenti presenti del loro rapporto con i libri e di come l’universo letterario abbia contribuito ad accrescere la sensibilità verso la realtà circostante, fornendo un prezioso strumento per interpretare il mondo. Vincenzo Loia, Rettore dell’ateneo salernitano, ha sottolineato l’urgenza di riflettere sul fenomeno crescente della disinformazione, che è stata indicata come una delle principali minacce dal Global Risk Report rilasciato in Svizzera lo scorso gennaio.
Leggere, allora, diventa indispensabile per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e, soprattutto per i più giovani, per imparare a destreggiarsi nella fitta e transmediale rete di informazioni che avvolge i nostri giorni. Se si pensa che la lettura allena lo spirito critico, spinge a immedesimarsi, a confrontarsi, a decostruire i pregiudizi, può allora contribuire a farsi cittadini più attivi, a compiere scelte migliori e più consapevoli per il contesto in cui si vive.
Contu – dal 2009 direttore dell’ANSA, dopo una lunga esperienza nel mondo del giornalismo – e Floris, attualmente alla conduzione del programma televisivo DiMartedì – hanno dialogato con il professor Vincenzo Salerno (docente di Letterature Comparate) sulla centralità della lettura per la loro formazione personale, nonché stimolo e punto di riferimento nel loro percorso lavorativo. Partendo proprio dalle loro recenti fatiche letterarie: Contu è autore di I libri si sentono soli (La nave di Teseo, 2023), ispirato a eventi autobiografici – la vicenda dell’eredità della biblioteca paterna, che si intreccia con il racconto di eventi familiari, mentre il conduttore, già autore di diversi titoli premiati in passato con importanti riconoscimenti letterari, ha pubblicato L’essenziale. Appunti di un lettore avventuroso (Solferino, 2023), una sorta di diario che ripercorre le avventure di Floris lettore.
«Una notte ho sognato un demone che mangiava i libri di casa mia»: di qui, una riflessione sui titoli da salvare, sul legame che si instaura tra un testo e il periodo in cui è stato letto, su ciò che si apprende dai classici senza neanche accorgersene, catturati da storie senza tempo. Comune a entrambi i romanzi, la capacità dei libri di condizionare le vite dei personaggi: una testimonianza reale, concreta, dell’eloquenza della carta stampata.
Si tratta dunque di un genere “metaletterario”? La letteratura che ha per argomento se stessa, che racconta storie vere, quotidiane, intrecci costruiti intorno ai libri che accompagnano i protagonisti, gli stessi libri che alimentano relazioni, sogni, aspirazioni e scoperte. Invitato a soffermarsi su questo aspetto, Contu ha sottolineato come il fatto che due giornalisti abbiano sentito l’esigenza di scrivere un libro ispirato alle letture personali, sta a indicare come questi ultimi “rappresentino la loro vita, insegnino a codificarla”.
Così Floris ribadisce come la lettura consenta di avvicinarsi a mondi che non si conoscono: “senza lo strumento culturale, si diventa meno capaci di interpretare i fatti e trovare soluzioni”. I libri regalano ideali, svelano la realtà sotto nuove prospettive, ma soprattutto soddisfano un bisogno democratico: ognuno può riscoprirsi lettore in qualsiasi momento della sua vita. Il libro si fa mezzo e simbolo di ricerca di identità, fonte di memoria, e al tempo stesso promessa di cambiamento. Leggere, suggerisce Floris, per cambiare il proprio destino, per immaginarne uno nuovo e migliore.
di Annateresa Mirabella
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