
Siamo nell’era della performance, della classificazione per risultati conseguiti, per obiettivi raggiunti. Non si tratta, purtroppo, di un’assunzione di consapevolezza dell’importanza di lottare spingendosi oltre i propri limiti per raggiungere gli scopi della propria vita, ma piuttosto una di competizione ai piedi del dio denaro che fa perdere, anzi, ogni coscienza.
Parola dalle mille sfumature – performance – che senza dubbio ha un significato addirittura nobile, se legato a quella meritocrazia troppo spesso invocata invano in quest’epoca e non solo. Nel mondo del lavoro, valutare l’operato e, attraverso tale valutazione, gratificare o penalizzare può essere un principio valido e produttivo, ma tutto ha un limite. Il limite, senza dubbio, è banalmente quello di ricordarsi, in tutte le valutazioni e in tutte le analisi delle performances, che si è di fronte ad esseri umani e che il loro operato non può essere ridotto a freddi e meccanici calcoli.
È di questi giorni la notizia che Just Eat ha sanzionato dei rider toscani per “low performance”. Scoober – l’applicazione usata da Just Eat per gestire l’organizzazione del lavoro – calcola le percorrenze e i tempi di consegna presumibilmente più rapidi e, in caso di ritardi e tempistiche più lunghe, penalizza i rider. L’algoritmo, però, non tiene conto delle condizioni di traffico e sicurezza, non tiene conto della necessità di pause, né del rispetto del codice della strada.
Nel migliore dei casi, dunque, si genera sul lavoratore una pressione tale da incidere sulla sua serenità a lavoro, mentre, nei peggiori, tale pressione lo induce a guidare senza sicurezza per sé e per gli altri e gli impedisce di avere le pause necessarie per la propria salute, soprattutto nei periodi di calura estiva.
Quello del rider, del corriere d’asporto, è un lavoro che ha preso grande rilevanza nell’ultimo decennio con l’ascesa dei servizi di food delivery. Inizialmente visto quasi come lavoro da giovani, pian piano è diventato un’opportunità per lavoratori di tutte le età. Ciò che sconcerta è che pian piano le condizioni sono peggiorate e da buona opportunità di lavoro è diventata una sorta di gabbia dorata, di lavoro a condizioni che non rispettano pienamente la persona, ma il tutto in maniera regolarizzata e quasi inattaccabile.
La Filt Cgil Firenze-Prato-Pistoia ha protestato proprio negli ultimi giorni riguardo alle sanzioni per “low performance” che hanno rialzato un polverone che spesso si perde nel vento troppo facilmente. Come esempio è stato riportato il caso di una sanzione arrivata ad una lavoratrice che usa una bici muscolare. Per una distanza di 6,4 km, l’algoritmo ha previsto una velocità media di percorrenza di 26,3 km/h, con tutti gli imprevisti tipici dell’attività su strada, in primis il traffico. Tale velocità, per intenderci, è di poco inferiore alla velocità media con cui Tadej Pogacar ha vinto il Giro d’Italia 2024.
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