
Al teatro San Ferdinando di Napoli, nel tempio della commedia napoletana, vai in scena il dramma siciliano de “La Lupa” l’opera, tratta dalla novella di Giovanni Verga, vede alla regia e nel ruolo di protagonista Donatella Finocchiaro. In scena fino al 10 marzo 2024 e con Bruno Di Chiara, Chiara Stassi ,
Ivan Giambirtone, Liborio Natali, Alice Ferlito, Laura Giordani, Raniela Ragonese, Giorgia D’Acquisto, Federica D’Amore, Roberta Amato, Giuseppe Innocente, Gianmarco Arcadipane.
Donatella Finocchiaro, recentemente protagonista de “I Leoni di Sicilia“, produzione Disney+, ci regala uno spettacolo di un’ora e venti in atto unico. Lo spettacolo mette al centro il corpo della donna: croce e delizia, la voluttà dell’uomo, pronto anche ad incolpare il demonio per le sue debolezze e il martirio non causato solo da un colpo al cuore, ma anche dalle malelingue di un intero paese.

La novella di Giovanni Verga la si studia a scuola, ne abbiamo sicuramente letta una parte nei nostri libri di letteratura latina. La Lupa è una donna che non si vergogna della sua sensualità; per questo diventa oggetto del desiderio e delle malelingue, additata e ammirata, evitata e allo stesso tempo desiderata. La Lupa non ha paura di innamorarsi, lo fa del giovane Nanni. Un amore che ossessiona, che porta a fare scelte estreme. La Lupa è una madre che non ha remore nel dare in sposa sua figlia all’oggetto del suo desiderio. Il suo unico desidero è che Nanni viva nella sua casa e per questo gli concede la mano della giovanissima Maricchia.
Quest’amore passionale e proibito porta Nanni alla disperazione. Il giovane, ossessionato, si trascina in penitenza lungo tutto il paese, ma non riesce mai a liberarsi da quella tentazione. Questo gioco tra vittima e carnefice diventa un vero massacro.
Lo spettacolo è fedele alla trama, la scenografia spoglia e rude come solo la Sicilia di Verga sapeva essere. Il cast si muove in maniera sincrona sul palco, la recitazione fitta fa sapientemente uso del dialetto siciliano. Particolare la scelta di alcune musiche, attuali, attualissime, a sottolineare il fatto che quella storia di fine ottocento non si discosta poi tanto dal nostro tempo.
Al centro del cast la Finocchiaro si muove con una presenza “invadente”, così come La Lupa necessita. Si accompagna ai due giovani attori Bruno di Chiara e Chiara Stassi, rispettivamente Nanni e Maricchia, che gravitandole intorno costruiscono una storia di dolore, passione e morte.

Nel quadro finale la donna diventa martire, uccisa dalle malelingue, dalla sua stessa passione, da quella necessità di essere libera soffocata dalle stesse mani che gli abitanti del paese si battono sul petto per liberarsi dai peccati.
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