
Il Commissario Gen. Giuseppe Vadalà ha elaborato una nuova mappa nazionale delle discariche abusive da bonificare in modo prioritario, la maggioranza di queste concentrate tra Napoli e Caserta.
La mappa è stata ottenuta unendo sia le informazioni dalle banche dati regionali che da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che recentemente ha pubblicato aggiornamenti. L’obiettivo è di completare le operazioni di bonifica e messa in sicurezza entro il 2035 con un piano di interventi da 2,527 miliardi di euro.
La mappa mostra quanto la situazione sia drammaticamente critica proprio in Campania.
Sono elencate 28 zone, categorizzate sotto la dicitura “Campania” per riferirsi alle province di Avellino, Benevento e Salerno. Vengono considerate separatamente i “Siti Napoli e Caserta”. Tra le 28, solo 13 sono state regolarizzate e tutte tra le province di Avellino, Benevento e Salerno. Sotto la categoria “Campania”, l’unica località segnalata da regolarizzare è Torretta, nel comune di Pagani (SA). In quest’ultimo caso le procedure di bonifica si sono già svolte e concluse.
I siti attenzionati per Napoli sono Agrimonda a Mariglianella (NA), Calabricito ad Acerra (NA), Curcio ad Acerra (NA), Cava Suez a Napoli (NA), la Discarica consortile Pirucchi a Palma Campania (NA), Discarica Iovino a Palma Campania (NA), la CAVA AL. MA a Villaricca (NA), le Discariche Paenzano 1 e 2 Tufino (NA). Di queste, molte sono a procedura già iniziata e tre sono completate al 90%.
I siti menzionati a Caserta sono la Cava Purgatorio a Capua (CE), ex Pozzi Ginori a Calva Risorta (CE), Cava Monti a Maddaloni (CE), Cuponi di Sagliano a Villa Literno (CE), Masseria Annunziata a Villa Literno (CE) e Discarica Lo Uttaro a Caserta (CE). Nel casertano la situazione appare specialmente grave. Infatti, per tutti i siti elencati, non sono state effettuate neanche le stime per i tempi e per gli importi delle spese. Né vengono riportate le criticità riscontrate.
Nel dicembre 2025 è stato pubblicato anche il quarto rapporto sui dati regionali da ISPRA riguardo lo stato delle bonifiche sui siti contaminati in Italia, aggiornato al 1/01/2024. Il dossier si basa sul sistema informativo nazionale, chiamato MOSAICO, nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), combinando il supporto delle Regioni, delle Province Autonome e delle Agenzie per la protezione dell’Ambiente. Tramite questo strumento, è dunque possibile garantire dei dati collezionati uniformemente e descrivere in maniera accurata la situazione a livello nazionale. In Italia, secondo il rapporto, il numero totale dei siti oggetto di procedimento di bonifica censiti è 38.556, di cui 16.365 con procedimento in corso e 22.191 con procedimento concluso. Di questi, il 18,6% (3040) sono i procedimenti in corso in Campania. Quelli conclusi sono il 3,5% (780). Nel triennio 2021–2023 il numero di attivazioni delle procedure di bonifica è risultato in aumento rispetto alla media del periodo 2007-2023.
I siti potenzialmente contaminati, ossia quelli che registrano il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) e che quindi possono avere potenzialmente effetti sulle matrici ambientali e sulla salute dell’uomo, sono 193 in Campania e rappresentano il 44,10% rispetto ai procedimenti in corso.
Invece i siti contaminati, ossia quelli per cui è stato conclamato l’impatto dannoso per l’ambiente e per la salute dell’uomo, sono 232 in Campania, ossia il 53,0% rispetto ai procedimenti in corso.
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