
Aumentano sempre di più gli studi che rivelano una connessione tra la sfiducia negli esperti in campo scientifico e lo studio della matematica, i risultati dicono che: chi ha difficoltà nello studio della matematica è più predisposto ad avere sfiducia negli esperti e nelle scoperte scientifiche. Questo dato è sicuramente poco rassicurabile, la sfiducia negli esperti e l’allontanamento dal reale desiderio di comprensione comporta una delegazione a terzi dei ragionamenti complessi, il che non giova, in scala prima nazionale poi globale, alla tenuta della democrazia. Ricordiamoci che quando parliamo di matematica parliamo di un linguaggio creato da noi e che proprio per questo è importante che venga esercitato da tutti, quindi anche per coloro che si considerano meno portati va costruita una strategia d’apprendimento ad hoc.
Per questi motivi possiamo definire la matematica a tutti gli effetti un fatto politico. A tal proposito la matematica riflette delle criticità già ben radicate nella nostra società e nella nostra nazione, in particolare per quanto concerne la disuguaglianza: di genere, geografica e sociale.
La matematica ci insegna a non avere paura, ma al contempo intimorisce molti. Per questo motivo la nostra redazione ha deciso questo mese di intervistare una realtà che si occupa di rendere la matematica accessibile sempre a più persone e meno spaventosa: dopolavoro matematico.
“Dopolavoro matematico” è un movimento, nato a gennaio 2022 a Roma e che si sta velocemente espandendo in tutta Italia, ed in quanto tale si pone degli obiettivi politici: fornire degli strumenti per rendere più facile l’interpretazione dei dati con cui ci interfacciamo nella nostra quotidianità. Le azioni con cui portano avanti il loro programma sono varie e tutte gratuite, tra queste in particolare è interessante soffermarsi sulle agorà matematiche che consistono in una serie di attività utili a divulgare l’educazione alla materia, tra cui laboratori di matematica da portare in piazze e luoghi dove non ci si aspetta una specificità matematica: serate di cabaret, un centro estivo a tema giochi matematici e cineforum.
Parlando con i matematici e attivisti di dopolavoro matematico diventa chiara la portata politica di questa materia ed emerge la volontà di voler contribuire ad un miglioramento delle problematicità sopra elencate: alla base del loro agire c’è, quindi, il valore dell’inclusività. Il focus sulla matematica è portato oltre i calcoli sulla lavagna, l’approccio è di stampo materiale e corporeo. Uno spunto sicuramente interessante anche per i programmi di didattica italiani, collocare la matematica nel tempo e nello spazio renderà più facile e divertente la sua comprensione. I matematici ci portano a tal proposito un esempio di come hanno impostato un laboratorio sul calcolo modulare (sistemi in cui la base non è per forza 10): hanno fatto costruire ai partecipanti un orologio in cui i numeri partivano da dodici ma potevano anche essere di più o di meno e da lì iniziare a fare i calcoli in un modulo differente. Ci ricordano che l’apprendimento corporeo è dimostrato come più efficace.
Ci è sembrato doveroso spendere anche due chiacchiere sull’ I.A, argomento ancora più discusso dopo l’approvazione del DDL proposto su questo argomento dal governo Meloni. Come abbiamo avuto modo di commentare già nei mesi scorsi con professionisti del caso, l’I.A è uno strumento complesso, molto potente ed ancora migliorabile, che per ora presenta ancora i bias di chi le ha programmate. Tuttavia l’uso che faremo di questo strumento è rimesso alle nostre mani, dopolavoro matematico affronta l’argomento nella puntata “nove volte sette” nel podcast dal medesimo nome e tutto il materiale è reperibile su Spotify.
Il movimento si è messo a disposizione per qualsiasi tipo di informazione o curiosità sulla matematica, il lettore interessato potrà infatti scrivere direttamente alla mail dopolavoromatematico@gmail.com o sui social.
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