
Era il mese di ottobre 2019. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, in uno slancio di ottimismo – ma che sapeva quasi di ridicolo – ebbe a dire: «Coi nuovi treni della metro, la metropolitana di Napoli seconda solo al Giappone».
Sarebbero dovuti arrivarne 24 entro il 2021. Ma ad oggi quelli in funzione sono 5, accanto ai 4 della vecchia serie. E se un treno della capitale nipponica transita ogni 2 minuti, come a Roma e a Milano nell’ora di punta, alla metropolitana di Napoli bisogna accontentarsi di attendere almeno 9 minuti quando il servizio funziona al top.
I disservizi sono sotto gli occhi di tutti. Ma pare nessuno faccia nulla. A partire dall’ente proprietario della rete, cioè il comune di Napoli. Fa sorridere il post Facebook di Edoardo Cosenza, assessore ai trasporti di Palazzo San Giacomo, che non lesina di definire “da manuale” la sua esperienza di viaggiatore ANM: «il tap in funziona, ed anche il tap out, insomma tutto bene».
Il Tap&Go è il sistema che consente di pagare la corsa accostando la carta di credito ai sensori posti sui tornelli. Va fatto all’ingresso e all’uscita di modo che il sistema calcoli in automatico il costo. Peccato che in numerosi casi non funziona come già avevamo evidenziato meno di un anno fa.
Ma oltre alla frequenza delle corse che in alcune ore al giorno è ai limiti della civiltà, un altro problema serio sono le emettitrici automatiche di biglietti perennemente fuori uso in gran parte delle stazioni dell’intera rete. Le emettrici non consentono l’acquisto di titoli di viaggio né l’attivazione degli abbonamenti rinnovati attraverso il sito web dedicato.

Chi vi scrive, ha tentato di attivare l’abbonamento la sera del 3 ottobre. Ma dopo essersi recato alle stazioni metro di Toledo, Municipio ed aver chiesto informazioni ad Augusteo, ha dovuto rinunciare. Solo il giorno dopo il personale della stazione Università ha ovviato all’inconveniente, con un sorriso che sapeva di rassegnazione.
Per non parlare della nuova applicazione anmGO, rilasciata in sordina da ANM qualche settimana fa che sostituisce di fatto GiraNapoli. Quella che consente, o dovrebbe farlo, di conoscere in tempo reale la posizione del bus ma che non funziona con la metropolitana e le funicolari. Graficamente accattivante ma totalmente inaffidabile.
Bus non segnalati che ti ritrovi davanti mentre attendi alla fermata. Veicoli che scompaiono improvvisamente dall’app, non si sa per quale motivo e, se provi ad acquistare un biglietto, l’app ti restituisce un giorno si e l’altro pure, il messaggio: “Problemi di comunicazione con il sistema centrale. Riprovare più tardi”.
Un tardi che, a furia di riprovare, diventa un’eternità. E se vai sulla sezione “ANM Informa” la news più recente è dell’8 maggio, 4 giorni dopo la vittoria del Napoli. Vuoi acquistare un biglietto Alibus per l’aeroporto? Nemmeno questa sezione funziona!
«Ma perché le emettitrici sono perennemente fuori uso?». La domanda fa diventare il controllore “intervistato” su un bus un fiume in piena: «Signore, cosa vuole che le dica, siamo esausti anche noi di tutte le lamentele dei viaggiatori, che hanno ragione di lagnarsi. Il cattivo funzionamento delle emettitrici è un problema atavico e, come alcuni altri servizi, è gestito da da una società esterna ad ANM, con sede fuori Napoli: un servizio pessimo, dovrebbero revocare l’appalto. I vertici comunali lo sanno, ma fanno orecchi da mercante, e la situazione peggiora giorno dopo giorno. Le dico di più: le rivendite di titoli di viaggio delle stazioni, quelle affidate ad esterni, dovrebbero funzionare con gli stessi orari di apertura della metropolitana, ma anche questi non garantiscono un servizio adeguato, lasciando i viaggiatori senza biglietto. Lo segnalo sempre ma anche in questo caso a nessun interessa. Sanno solo dire che la metropolitana è la più bella d’Europa… è bella, ma non balla! La saluto e le auguro buona giornata».
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