
La morte di Dalvir Singh, bracciante di origini indiane, non ci sorprende. Probabilmente morto di fatica e di caldo, Singh aveva 54 anni. Il bracciante era impiegato dal 2020 presso un’azienda specializzata in silvicoltura in provincia di Latina. A soli due mesi dalla morte di Satnam Singh, nell’Agro Pontino si consuma l’ennesima tragedia.
L’autopsia a Sabaudia, oggi, accerterà le cause della morte di Singh, che è avvenuta nella stessa zona di Satnam Singh, il 19 giugno scorso. Abbandonato davanti casa dal proprio datore di lavoro, che lo impiegava a nero nella raccolta di ortaggi e frutta, il giovane Satnam è morto di dissanguamento. Il braccio di Singh, tranciato da un macchinario che gli ha anche rotto le gambe, è stato raccolto proprio in una delle cassette di frutta. La morte di Singh, dovuta al grave infortunio nell’azienda Lovato, dove lavorava insieme alla moglie almeno 12 ore al giorno senza contratto, è il risultato della ferocia di un sistema criminale. Infatti, sono 200mila i lavoratori ridotti in schiavitù di cui il governo attuale, sulla scia di quelli precedenti, si disinteressa.
Il ricercatore Marco Omizzolo ha dichiarato: “la morte di Dalvir Singh ci scandalizza, purtroppo non ci sorprende”. Infatti, sebbene i due casi appaiano diversi fra loro, sono entrambi il risultato del “caporalato istituzionalizzato” che Omizzolo denuncia da anni. Esperto di migrazione e caporalato, Omizzolo parla di un sistema che permette lo sfruttamento e la violenza indiscriminata nei confronti dei lavoratori stranieri. Soprattutto nel mondo agricolo, questo sistema è caratterizzato da salari bassissimi e dall’assenza di tutele.
Sono centinaia i braccianti agricoli impiegati anche nelle ore più calde della giornata, che hanno segnalato le condizioni di lavoro estreme di quest’estate. Per il momento, è stato aperto un fascicolo di reato di omicidio colposo contro ignoti. Ma non basta. Omizzolo ha dichiarato che le istituzioni devono agire in maniera unita per “bonificare la provincia di Latina dallo sfruttamento”. È necessario, sottolinea, garantire a lavoratori e lavoratrici di qualsiasi nazionalità la tutela dei diritti fondamentali.
Anche dall’opposizione, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha chiesto al governo di occuparsi dell'”Italia peggiore”, quella dello sfruttamento. Servono più risorse “per attuare la legge contro il caporalato e lo sfruttamento, per la prevenzione, per creare sistemi di protezione per chi denuncia il caporalato e lo sfruttamento, serve fare molto di più per la sicurezza sul lavoro, per responsabilizzare le aziende e per arginare la piaga della precarietà e della manodopera senza salari dignitosi e senza diritti”.
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