
Francesca Paolillo, in arte “Adiva”, è una talentuosa cantante e performer napoletana di 23 anni che ha reso il suo sogno realtà con un uso consapevole di uno dei social più utilizzati: Tik Tok. Adiva è determinata a lasciare il suo segno nel panorama musicale, portando con sé l’essenza della sua città natale e la sua voglia di esprimersi. La sua storia è un viaggio in continua evoluzione, alla ricerca di una voce che parli al cuore di tutti e noi abbiamo avuto il piacere di conversare con lei. Una triste verità che sta sempre più diventando realtà è l’utilizzo dell’auto-tune da parte dei cantanti emergenti. Dunque, la domanda che sorge spontanea è la seguente: Adiva come si differenzia dagli altri cantanti?
«Adiva è sicuramente un’artista versatile. Per quanto riguarda l’autotune è uno strumento potente che può essere utilizzato in molti modi. Da un lato, permette di correggere piccole imperfezioni vocali, rendendo le registrazioni più professionali e accessibili. Dall’altro lato, c’è il rischio che venga usato eccessivamente, portando a una perdita di autenticità. Personalmente, credo che l’autotune possa essere un ottimo alleato se usato con criterio».
«Mio padre ha delle cassette registrate di me quando avevo circa 3 anni: già con il microfono in mano cercavo di cantare e mettere insieme qualche nota. Credo che la passione per la musica sia nata insieme a me. Sono cresciuta guardando Hannah Montana e sognavo esattamente quella vita da popstar; ricordo che ogni giorno la imitavo davanti alla TV. A 10 anni ho capito che dovevo iniziare a studiare canto, e da allora non mi sono più fermata. Ho studiato in due accademie diverse, a Napoli e a Bergamo, ottenendo attestati regionali che mi permettono di insegnare canto. Inoltre ho avuto l’opportunità di cantare allo Stadio San Paolo durante la Partita del Cuore nel 2018. Inoltre, mi sono classificata terza al concorso canoro “Nilla Pizzi”, su 3000 partecipanti».
«Cercavo un nome d’arte che rispecchiasse sia la mia personalità che la mia musica, ma che allo stesso tempo fosse unico. Adiva, a mio parere, rappresenta proprio un’identità forte. Inoltre, pronunciato in napoletano richiama “A Diva Napulitan”, che può essere un simbolo per tutte le ragazze che vogliono sentirsi forti, indipendenti e appagate ascoltando la mia musica».
«Gli artisti che hanno influenzato e continuano ad influenzare il mio stile musicale sono Christina Aguilera, Karol G, Beyonce e Dua Lipa. Christina Aguilera mi ha insegnato l’importanza della vocalità e dell’emozione. Karol G ha aperto le porte a nuove sonorità e ritmi latini, mostrandomi come si possa mantenere la propria identità culturale e, allo stesso tempo, conquistare un pubblico globale. La sua freschezza e il suo stile audace mi spingono a sperimentare e a essere autentica. Beyoncé rappresenta l’eccellenza nella performance e nella presenza scenica. Dua Lipa, infine, ha rivoluzionato il pop moderno con il suo approccio fresco e le sonorità dance. La sua abilità di mescolare ritmi contagiosi con testi significativi mi ha mostrato come si possa creare musica che faccia ballare e riflettere allo stesso tempo».
«Ho pubblicato solo 4 singoli, ma considerando che è passato meno di un anno da quando ho iniziato a scrivere, direi che sono già abbastanza. Nei miei brani si possono ascoltare temi come l’amore. Nel mio linguaggio non manca la versatilità, soprattutto nel mio ultimo singolo “Napolatina”, che è diventato virale.In futuro, mi piacerebbe affrontare temi come il mio rapporto con Napoli e con Dio».
«Napolatina per me rappresenta una ragazza metà napoletana e metà latina. Ho voluto portare alla luce le ragazze dei vicoli di Napoli che hanno inconsapevolmente questo ritmo latino nel sangue. L’idea era creare un sound che fosse adatto alla mia generazione, mescolando urban latin, influenze rap e strofe in napoletano. Ho cercato di proporre qualcosa di unico: una donna con un’identità forte, napoletana, che cantasse temi e sound “versatili”, sia sui social che nell’industria musicale».
«Napoli è una carica di emozioni, di contraddizioni. Ho subito pensato che Adiva potesse rappresentare tutte quelle ragazze napoletane con “un sogno”. Ho lavorato su di me studiando per anni e, quando mi sono sentita pronta, ho deciso di portare il mio modo di essere artista anche sui social. Quando parlo di identità precisa, mi riferisco ovviamente alla mia Napoli, che mi sta dando molta forza. Non c’è ancora nessun’artista così versatile e particolare come me, soprattutto con un seguito sia tra i giovani che tra gli adulti, che trovano nella mia musica un modo per stare bene».
«Partiamo dal presupposto che i social non sono tutto. Non formano un artista, ma possono essere un grande trampolino di lancio. Personalmente, mi sono ritrovata con video che sono diventati virali, ottenendo milioni di visualizzazioni, e di questo sono davvero fiera. Non è un caso che i miei video abbiano avuto tanto successo: probabilmente c’è un’identità ben definita e qualcosa di unico che mancava sui social, come le mie trasformazioni di canzoni, sia inglesi che italiane, in napoletano. Sono stata la prima artista partenopea a portare questo tipo di format sui social, e ne sono molto orgogliosa. Traduco le canzoni in napoletano perché ho trovato un equilibrio tra ciò che mi piace fare e la mia identità»
«Quando non si è molto “virali”, le critiche tardano ad arrivare. Credo che siano proprio i momenti in cui si raggiunge un grande pubblico che le critiche iniziano a manifestarsi. Quando riceviamo una critica siamo spesso portati a difenderci e a reagire istintivamente, tendiamo a viverla come un attacco personale rispondendo di conseguenza, in modo passivo o aggressivo. Il mio consiglio è di cambiare prospettiva, ricordando a noi stessi che la critica non è una realtà ma un’opinione e, in quanto tale, discutibile. Essa non riguarda la nostra identità, ma un comportamento, che è quindi modificabile».
«Sogno di collaborare con Geolier per la sua straordinaria capacità di mescolare trap e melodie tradizionali napoletane. La sua autenticità e il profondo legame con le radici culturali offrono un’energia unica e contagiosa. Collaborare con lui significherebbe unire le mie esperienze artistiche con il suo stile fresco e innovativo. Insieme, potremmo creare un sound che non solo attrae i giovani, ma che riesce anche a raccontare storie profonde, esplorando temi come l’amore, la vita nei quartieri e le sfide quotidiane».
«Ascoltare musica ha un grande valore sociale per gli adolescenti. È in questa fase che iniziamo a maturare i nostri gusti musicali. Condividere lo stesso genere musicale fa sentire parte di un gruppo, e questa condivisione diventa una parte importante della nostra identità. La musica amplifica le emozioni, esalta i desideri, mette le ali alla fantasia e ci fa sentire liberi di immaginare e sognare. Ascoltare musica è un modo per estraniarsi dal mondo e concentrarsi su se stessi e sui propri stati d’animo».
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