
In provincia di Caserta, la strada “Panoramica” sembra sospesa in un limbo, a metà tra la bellezza mozzafiato e l’abbandono più totale. Arroccata sui Monti Tifatini, l’arteria che collega il borgo medievale di Casertavecchia a Castel Morrone, Puccianiello e San Leucio, regala uno dei panorami più incredibili della Campania, capace di far spaziare lo sguardo da Caserta, con la Reggia ed il suo Parco Reale, fino al Golfo di Napoli e alle sue isole, incorniciate sullo sfondo. Oggi, però, questo scenario da cartolina è interrotto da transenne, rifiuti, cartelli di divieto e barriere New Jersey. La Panoramica, che in realtà ufficialmente si chiama “Via della Pineta”, è chiusa al traffico da moltissimi anni, vittima del dissesto idrogeologico e dell’immobilismo burocratico. Tra continui pericoli e automobilisti che transitano indisturbati nonostante il divieto, attualmente ciò che resta di questa strada è lo scempio di un patrimonio dimenticato.
La vicenda, tutt’altro che lineare da ricostruire, sembrerebbe avere origine nel 2011 secondo un comunicato del Comune di Caserta pubblicato ad agosto 2017. Con la delibera di Giunta n.145, nel 2016 il Comune ha approvato “il progetto di fattibilità tecnica ed economica per interventi di risanamento idrogeologico” sui versanti collinari di Casertavecchia.
A seguito di eventi meteorologici disastrosi, in cui si verificarono la caduta di alberi e il cedimento di un tratto della parete montuosa, la Polizia Municipale, con Ordinanza n. 58/2017, dispose la chiusura immediata al traffico della Panoramica per tutelare l’incolumità pubblica e consentire verifiche sullo stato del terreno. Nonostante il cartello indicasse chiaramente la chiusura per frana, la strada fino a poco tempo fa continuava a essere percorsa quotidianamente da centinaia di auto, camion, ciclisti e pedoni.
Si registrano diverse tragedie sfiorate: emblematico il caso dell’albero crollato sulla carreggiata pochi secondi prima del passaggio di due automobili. Così, per impedire l’accesso, vennero posizionati blocchi di cemento, un tentativo che durò poco: i manufatti vennero distrutti dai passanti, determinati a continuare il percorso. Un gesto che, forse, voleva anche richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’urgenza di intervenire, vista l’importanza logistica della Panoramica.
Nel 2018 il Comune ha approvato il progetto definitivo per la messa in sicurezza dei versanti collinari, in continuità con il progetto di fattibilità del 2016. L’intervento prevedeva una spesa complessiva di circa 4,5 milioni di euro e l’amministrazione puntava ad accedere ai fondi Por Campania Fesr 2014‑2020. Nel comunicato si sottolinea come la chiusura della Panoramica stia causando disagi reali ai residenti delle frazioni collinari, per i quali la strada rappresenta l’unica alternativa in caso di interruzioni della via principale.
Da allora, però, tutto sembra essersi fermato. Non risultano progetti aggiornati, né atti che indichino l’avvio dei lavori. La questione sembra letteralmente chiusa nei cassetti di qualche ufficio pubblico.
Oltre alla viabilità ormai completamente compromessa e l’ennesimo new jersey a maggio 2026, il dato più sconfortante è che la Panoramica sia una discarica a cielo aperto. La piaga dell’economia sommersa che caratterizza il territorio alimenta sversamenti illeciti di rifiuti: pneumatici, rifiuti speciali e materiali di scarto vengono abbandonati lungo la strada compromettendo un ecosistema già gravemente devastato dagli incendi estivi.
Il Presidente del WWF Caserta, Renato Perillo, ha dichiarato che: «la riforestazione realizzata nei decenni passati si è rivelata profondamente errata: la messa a dimora di pini, specie a crescita rapida ma altamente infiammabile, ha favorito incendi ricorrenti e compromesso il sottobosco. La flora originaria potrebbe rinascere solo se sostenuta da interventi mirati, perché la riforestazione è una scienza con tempi e metodi rigorosi».
Serve un cambio di mentalità orientato alla tutela dell’ambiente e delle future generazioni, agendo su due fronti principali: prevenzione di sversamenti e incendi, e un impegno istituzionale concreto attraverso videosorveglianza e controlli. Infine, è evidente come non basti una semplice passata di asfalto o la rimozione di qualche masso sulla carreggiata.
Per restituire la Panoramica ai cittadini è indispensabile un’opera di risanamento idrogeologico finalizzata alla messa in sicurezza definitiva. Servono reti paramassi, barriere di contenimento, interventi di ingegneria naturalistica per stabilizzare la montagna e, parallelamente, lavori strutturali che rendano la carreggiata nuovamente idonea e sicura per il passaggio dei veicoli.
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