Contraccezione gratuita, un concetto quasi utopico fino a qualche tempo fa. Guardavamo agli altri paesi come esempi, desideravamo una realtà simile. Una realtà in cui è lo Stato a preoccuparsi di garantire scelte consapevoli e protette per la vita sessuale degli individui senza rendere la contraccezione un lusso. Eppure questo traguardo sembrava ormai quasi raggiunto. Dopo mesi e mesi di discussioni finalmente si parlava nel nostro Paese della necessità di distribuire gratis la pillola anticoncezionale a tutte le donne.
Già molte regioni avevano iniziato una campagna di rimborso dell’acquisto della pillola anticoncezionale a determinati criteri. Lo scopo era garantire finalmente un accesso rapido e sicuro al farmaco eliminando ogni tipo di tabù ed abbracciando finalmente il concetto di “sesso sicuro”. Ma dopo tante belle parole e tanti progetti, arriva un brusco dietrofront.
…A condizione che tu abbia meno di 26 anni! E sì, perchè a quanto pare essere in una fascia d’età sopra il 26 anni ti toglierebbe il diritto di usufruire del farmaco. Dopo la tanto agognata decisione del Comitato prezzi e rimborsi dell’Aifa, i tre seggi su cinque del Cda dell’Agenzia su cui siedono fedeli sostenitori e membri leghisti ed appartenenti all’Unione dei democratici di centro, ha sbarrato la strada all’iniziativa.
Accesso alla pillola anticoncezionale alle sole donne con meno di 26 anni e via alle farmacie dall’elenco degli erogatori del farmaco in forma gratuita. Questa la contro-proposta dei membri del cda, pienamente coerente con i loro ideali fortemente e dichiaratamente anti-abortisti.
Insomma non solo impedire alle donne di scegliere se, quando e come diventare madri, ma impedire loro anche di usufruire di un farmaco che di fatto ha tra le funzioni proprio quella di prevenire una gravidanza indesiderata (e conseguentemente un potenziale aborto). Creare questa forma di sbarramento crea di fatto una falciatura di ben 15 milioni di donne dalla lista delle “aventi diritto al farmaco anticoncezionale gratuito“.
Ma non deve essere solo questa scelta a farci storcere il naso. Con la proposta di eliminare le farmacie dall’elenco, si riducono ancora di più le possibilità di un facile accesso al farmaco alle restanti donne. Se tutti abbiamo almeno una farmacia a pochi chilometri da casa, lo stesso non si può dire delle realtà ospedaliere, il rapporto di distribuzione sul territorio dei due non è minimamente paragonabile. Per non parlare poi del rischio di recarsi in ospedale e ritrovarsi davanti un medico obiettore di coscienza.
Insomma, il tentativo di aiutare finalmente le donne con la pillola anticoncezionale gratis, farmaco non solo usato per evitare gravidanze indesiderate ma anche per ragioni mediche, subisce un ulteriore stop. Il tentativo di combattere vecchi tabù e pressioni psicologiche a cui sono sottoposte donne di tutte le età si maschera dietro una scelta fortemente discriminatoria. In questo modo la pillola anticoncezionale diventerà sì un diritto per qualcuno, ma resterà ancora un lusso per molte donne.
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