
Al vertice Nato Biden aveva gli occhi addosso di tutto il mondo. Facile così: tutti attendevano nuovi segni della sua incandidabilità. George Clooney lo ha invitato a fare un passo indietro: tempismo perfetto. Joe, è ora di dire basta. Gli Stati Uniti d’America hanno bisogno di un Presidente, specie se l’alternativa si chiama Donal Trump. I democratici americani dovrebbero fare una scelta: Biden non è evidentemente in grado di portare avanti un secondo mandato in caso di vittoria alle urne. Possibile che sia sempre una questione di mantenere il potere a tutti i costi? Anche a costo di non ammettere una evidente difficoltà? Le gaffe di Biden non sono la notizia.
Ritiro Biden: rischio perdita finanziatori e caos politico
La nostra solidarietà va all’uomo, ma la preoccupazione per le sue condizioni di salute potrebbe portare gli USA a non proporre una candidatura forte e di garanzia. Mettendo in conto di non vincere le elezioni di novembre: si tratta di fare – a questo giro – un investimento sul futuro. Il domani è già qui e non si può aspettare. La notizia, quindi, è che più delle gaffe di Biden, è la stessa candidatura di Biden ad essere la più grande gaffe meritevole di attenzione e riflessione.
Ancora uno scivolone al vertice Nato a Washington. Il presidente statunitense è partito con piglio deciso spiegando che i Paesi liberi non devono temere nessuna invasione. Poche battute decise, per poi passare la parola al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Ed è in quel momento che Biden scivola. Di nuovo: «Ora passo la parola al presidente dell’Ucraina, Putin». Cala il gelo sul palco e dopo qualche attimo è lo stesso Biden a correggersi: «Ah non Putin… Zelensky: è che sono molto concentrato su Putin».
Biden contro Trump: il confronto tv tra poca lucidità e fake news
Spingere Joe Biden a restare in corsa per la Casa Bianca è una «forma di abuso su una persona anziana». Lo ha detto il regista premio Oscar Michael Moore, sottolineando come a suo avviso il presidente americano dovrebbe fare un passo indietro. E noi diciamo: godersi la famiglia e il riposo meritato.
Undici deputati Dem chiedono il ritiro dalla corsa al presidente uscente. Mentre una riunione che doveva parlare dell’argomento è stata annullata nelle ultime ore. Ma Biden ha detto di essere «pronto per il lavoro». Ma diversi donatori democratici starebbero congelando i fondi per la campagna elettorale di Joe Biden sull’onda delle preoccupazioni sulle sue reali possibilità di essere rieletto. Obama sta cominciando a ragionarci su. Gli elettori vogliono un suo passo indietro. Il declino del sostegno a Biden è cominciato subito dopo la sua esitante performance nel duello tv con Donald Trump dello scorso 27 giugno. Ecco perchè è necessario guardare avanti e oltre Joe. Contro Trump, anche in caso di sconfitta, va assolutamente proposta un nome diverso dall’attuale Presidente USA.
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