
Tumori e malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi le principali cause di morte nei Paesi occidentali. Eppure, una parte significativa di questi eventi potrebbe essere evitata intervenendo sui fattori di rischio modificabili. È questa la convinzione che guida l’attività del dottor Vincenzo Quagliariello, specialista in Patologia Clinica e ricercatore presso la Struttura Complessa di Cardiologia dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli, diretta dal dottor Nicola Maurea, dove si occupa di ricerca traslazionale in cardio-immuno-oncologia metabolica, ovvero dello studio delle connessioni tra tumori, salute cardiovascolare, metabolismo e risposta del sistema immunitario, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione e la qualità della vita dei pazienti.
Alimentazione scorretta, sedentarietà, sovrappeso, obesità, fumo e abuso di alcol incidono profondamente sia sul rischio oncologico sia su quello cardiovascolare. Tumori e patologie cardiache condividono numerosi meccanismi biologici, tra cui infiammazione cronica, stress ossidativo, insulino-resistenza e alterazioni metaboliche. «La prevenzione primaria deve essere considerata un approccio unitario e non separato tra oncologia e cardiologia», sottolinea Quagliariello.
Accanto alla prevenzione primaria resta fondamentale quella secondaria. Screening oncologici e controlli periodici consentono infatti di individuare precocemente patologie che spesso evolvono in modo silenzioso. “L’errore più frequente è ritenere che l’assenza di sintomi coincida con l’assenza di malattia”, spiega il ricercatore. Pressione arteriosa, colesterolo, glicemia e composizione corporea sono parametri che non andrebbero mai sottovalutati.
Tra gli strumenti più efficaci di prevenzione emerge il ruolo dell’alimentazione. Le evidenze scientifiche indicano come una dieta prevalentemente vegetale possa contribuire a ridurre contemporaneamente il rischio cardiovascolare e quello oncologico. «La nutrizione moderna non deve limitarsi al controllo calorico. Deve essere una nutrizione anti-infiammatoria e cardioprotettiva», osserva Quagliariello. Un approccio che punta a migliorare parametri come colesterolo LDL, trigliceridi, glicemia e infiammazione sistemica, contribuendo a proteggere l’organismo nel suo complesso.
Questo aspetto assume un’importanza ancora maggiore nella cardio-oncologia, disciplina nata per tutelare la salute cardiovascolare dei pazienti oncologici senza compromettere l’efficacia delle cure. Oggi sempre più persone sopravvivono al cancro grazie ai progressi della medicina, ma molte terapie possono determinare effetti indesiderati sul cuore e sul metabolismo. Per questo motivo, spiega il ricercatore del Pascale, «il monitoraggio non può limitarsi alla sola funzione cardiaca, ma deve includere nutrizione, metabolismo, composizione corporea, funzione endocrina e stato infiammatorio. Una visione multidisciplinare che rappresenta una delle principali sfide della medicina moderna».
Le prospettive più promettenti arrivano proprio dalla ricerca. Gli studi condotti al Pascale stanno approfondendo il ruolo della nutrizione di precisione e di nuovi approcci terapeutici capaci di ridurre la cardiotossicità associata ad alcune cure antitumorali. Parallelamente, il gruppo di ricerca sta studiando l’impatto di fattori metabolici, infiammatori e ambientali sul rischio cardio-oncologico. Questi risultati sono stati recentemente presentati in importanti appuntamenti scientifici internazionali, tra cui il Congresso Internazionale di Cardio-Oncologia di Vienna e l’ASCO di Chicago, il più prestigioso congresso mondiale dedicato all’oncologia.
L’obiettivo è promuovere una nuova cultura della prevenzione fondata sull’integrazione tra oncologia, cardiologia, nutrizione, endocrinologia e medicina metabolica. «Il messaggio che desideriamo portare alla comunità scientifica e ai cittadini è che la prevenzione rappresenta oggi la più potente terapia disponibile», conclude Quagliariello. Una visione che guarda oltre la cura della malattia e punta a garantire una sopravvivenza più lunga e più sana.
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