
Il 6 settembre il sito del Ministero della Giustizia ha iniziato a raccogliere le firme per la proposta di referendum sulle modalità di attribuzione della cittadinanza italiana.
Attualmente, la legge italiana prevede che la cittadinanza italiana possa essere concessa al cittadino straniero legalmente residente nel territorio nazionale da almeno 10 anni. L’iniziativa propone, invece, di riportare tale periodo a 5 anni, tale com’era previsto dalla legislazione prima del 1992, oltre che in accordo alla legislazione di diversi altri Stati UE.
Sul sito si legge: “Ai fini della concessione della cittadinanza, oltre alla residenza ininterrotta in Italia (che questo Referendum propone di ridurre a 5 anni) resterebbero invariati gli altri requisiti già stabiliti dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza, quali: la conoscenza della lingua italiana, il possesso di adeguate fonti economiche, l’idoneità professionale, l’ottemperanza agli obblighi tributari, l’assenza di cause ostative collegate alla sicurezza della Repubblica. In Italia le persone in possesso di questi requisiti che potrebbero beneficiare direttamente o indirettamente (figli minori conviventi) dell’intervento proposto sono circa 2,5 milioni”. Il referendum, quindi, sarebbe abrogativo, cioè chiederebbe ai votanti di esprimersi sulla possibilità di cancellare una legge nella sua interezza o in alcune sue parti.
Va specificato, inoltre, che la legge italiana prevede altre due modalità di acquisizione della cittadinanza, che rimarrebbero inalterate aldilà dall’esito del referendum. Da un lato c’è l’acquisizione attraverso il matrimonio con una persona italiana, oltre ad una residenza di due anni dal matrimonio; dall’altro, il diritto per nascita, per cui si è cittadini italiani se si nasce da padre o madre che siano già cittadini.
Nonostante la proposta sia stata depositata sul sito a inizio settembre, è solo in quest’ultimo weekend che ha ricevuto un boom di adesioni. A colpire è stata proprio la velocità con cui, in un paio di giorni, il numero di firme raccolte sia passato da decine di migliaia a quasi 400mila. L’obiettivo è quello di raggiungere le 500mila firme entro il 30 settembre, in modo che il referendum possa essere indetto.
Al momento, la composizione del parlamento italiano rende piuttosto difficile che un’iniziativa del genere possa passare. Così, il partito +Europa ha deciso di tentare la procedura del referendum. In Italia le richieste per indire un referendum, accompagnate da almeno 500mila firme dei cittadini, devono essere depositate entro il 30 settembre di ogni anno. Dopo il controllo di regolarità formale della Corte di Cassazione, la richiesta di referendum passa alla Corte Costituzionale, che entro febbraio si pronuncerà sull’ammissibilità del referendum: in tal caso, quest’ultimo potrà essere fissato in una data tra aprile e giugno 2025.
Tra i personaggi “esterni” al mondo della politica che stanno promuovendo il referendum ci sono: l’allenatore della nazionale italiana di pallavolo Julio Velasco (motivato dalle recenti polemiche nate durante le Olimpiadi), il fumettista Zerocalcare, lo scrittore Roberto Saviano e lo storico Alessandro Barbero.
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