
La proposta FdI del bonus agli studenti delle scuole paritarie, rappresenta una delle tante offesa al principio di uguaglianza e alla centralità della scuola pubblica sancita dalla Costituzione italiana. Questa proposta di “sostegno” alle famiglie con reddito ISEE inferiore ai 40.000 euro, imbellettata come tutela della “libertà educativa”, è in realtà un disegno più ampio: favorire l’istruzione privata a discapito di quella pubblica.
La proposta FdI, bonus fino a 1500 euro a studente in scuole paritarie, si inserisce in una lunga scia di politiche che hanno progressivamente sottratto risorse al sistema pubblico per indirizzarle verso le scuole private. Questo meccanismo perverso di redistribuzione della ricchezza rafforza le disuguaglianze sociali: il capitale economico delle famiglie diventa l’ago della bilancia nella possibilità di accesso a un’istruzione di qualità che dovrebbe essere prevista come diritto assicurato per tutti i cittadini.
Secondo il ministro Valvitara, questo bonus mira a garantire la “libertà di scelta educativa”, ma è evidente che tale libertà è un privilegio accessibile solo a chi può permettersi le rette private, ben al di là del valore simbolico del voucher. Nel mentre le scuole pubbliche soffrono tagli strutturali che riducono il personale e i servizi essenziali. Le scuole vengono chiuse o cadono a pezzi mentre aumentano sempre di più i docenti precari.
Il bonus da 1.500 euro solleva dubbi di costituzionalità, dato che l’articolo 33 stabilisce che l’istruzione privata debba essere esercitata “senza oneri per lo Stato“. La scelta di destinare fondi pubblici alle scuole paritarie non è soltanto un paradosso giuridico, ma anche una chiara violazione del principio di equità sociale: mentre la scuola pubblica lotta contro il degrado e la carenza di risorse, il governo premia chi alimenta la segregazione educativa. Tagliare fondi alla scuola statale significa abbandonare gli studenti provenienti da famiglie con basso capitale economico e culturale, aggravando il divario educativo e generazionale, un divario che interessa soprattutto il sud del nostro paese.
Con la proposta FdI, bonus fino a 1500 euro a studente in scuole paritarie, si sancisce il definitivo passaggio verso un sistema duale: da un lato, una scuola pubblica abbandonata al suo destino, destinata ai figli del proletariato e dei precari; dall’altro, scuole private sostenute dal denaro pubblico, riservate ai figli della borghesia.
Non è dunque difficile guardare a queste politiche scolastiche come una una visione di classe ben precisa. L’obiettivo finale sembra essere quello di smantellare il concetto stesso di istruzione pubblica gratuita e accessibile a tutti.
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