
Giovedì scorso a Malmö, in Svezia, decine di migliaia di manifestanti si sono riuniti nella piazza centrale. La protesta pro-Palestina contesta la partecipazione di Israele alle semifinali dell’Eurovision 2023, la competizione musicale, ospitata in Svezia.
Già all’inizio dell’Eurovision, il contest musicale europeo, dove i performer gareggiano con le bandiere nazionali, c’erano state richieste di escludere Israele dalla competizione. Molti, tra spettatori e concorrenti, avevano accusato l’European Broadcasting Union (EBU) di fare due pesi e due misure, dal momento che aveva squalificato la Russia dalla competizione nel 2022, dopo che il governo di Putin aveva preso la decisione di invadere l’Ucraina. All’epoca, l’EBU si era giustificata affermando che la decisione di lasciar partecipare Israele era motivata dal fatto che l’Eurovision “non è un contest tra governi” ed è un evento musicale “non politico”. Tuttavia, molti tra i manifestanti a Malmö non la pensano allo stesso modo.
Già all’inizio della gara, il cantante che rappresenta Israele, Eden Golan, era stato costretto a cambiare il testo della canzone con cui si era presentato, perché violava il principio della neutralità politica. La canzone era una ballata, chiamata originariamente “October Rain“. Il testo era un chiaro richiamo agli eventi del 7 Ottobre 2023, all’attacco di Hamas che ha dato inizio alla guerra. Il performer israeliano ha accettato di cambiare il testo e il titolo, qualificandosi alle finali di questo fine settimana. Durante le prove di giovedì, Golan era stato contestato dal pubblico che urlava “Palestina libera” e sventolava bandiere palestinesi. Successivamente, il simbolo è stato bandito dalla competizione.
Durante la semi-finale, il performer svedese Eric Saade, di origini palestinesi, ha deciso di indossare una keffiyeh sul polso in segno di solidarietà alla Palestina. La keffiyeh è un indumento maschile tradizionalmente indossato in Medio Oriente, che è diventato anche un simbolo per la liberazione palestinese.
La protesta è una delle tantissime manifestazioni che stanno attraversando l’Europa nell’ultimo mese. Secondo i dati della polizia locale, tra i 10.000 e i 12.000 manifestanti si sono riuniti a Stortorget, la storica piazza di Malmö, sventolando bandiere palestinesi e indossando keffiyeh. Tra questi, c’era anche l’attivista per il clima Greta Thunberg. Tra i manifestanti, la partecipazione di Israele all’Eurovision viene considerata ingiusta, cioè una maniera di legittimare il Paese durante il conflitto. La situazione viene aggravata dalle spaccature in Europa tra le frange politiche pro e contro la Palestina.
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